IL DIBATTITO TRA I CANDIDATI ALLA VICEPRESIDENZA USA: COLORI, EMOZIONI E PUTIN

05.10.2016

Il dibattito tra i due candidati alla carica di vicepresidente degli Stati Uniti tenutosi ieri sera è stato molto differente da quello tra Hillary Clinton e Donald Trump, in quanto è stato caratterizzato da un'alta tensione emotiva. Timothy Kaine e Michael Pence hanno utilizzato una retorica molto più aggressiva e non si sono trattenuti dall'interrompersi a vicenda.

Vladimir Putin è un fattore decisivo nella politica americana

Il democratico Timothy Kaine ha più volte rinfacciato al suo avversario Pence i numerosi complimenti di Trump all'indirizzo di Vladimir Putin, in particolare l'affermazione di Trump secondo cui Putin è il miglior leader che il suo paese abbia mai avuto, l'esatto contrario di ciò che Obama è stato per gli USA. Rispondendo, Pence ha dichiarato che il giudizio è il frutto delle politiche del candidato Hillary Clinton che hanno reso gli USA "deboli e indifesi" e di quelle di Obama, che hanno risvegliato "l'aggressività russa". Pence ha spiegato che le dichiarazioni di Trump erano in realtà una critica ad Obama ed al suo team, piuttosto che un appoggio a favore di Putin.

La retorica primitiva dei Democratici

Secondo i media occidentali e l'opinione di vari analisti, Kaine piuttosto che concentrarsi sui problemi dei cittadini statunitensi, ha preferito attaccare Trump sul piano personale. Hillary Clinton considera Trump una minaccia per la sicurezza nazionale e ha impostato l'intera campagna elettorale sull'accusa che egli umili le donne e le minoranze e, all'occorrenza, non paghi le tasse. Dal canto loro, i Repubblicani accusano la Clinton in merito all'uso personale del suo server di posta elettronica istituzionale e rinfacciano all'amministrazione Obama il grave insuccesso della sua riforma sanitaria. Attacchi ai quali Kaine non è stato in grado di replicare.

Neutralità dei media

A differenza di quanto accaduto in occasione del primo dibattito tra la Clinton e Trump, i principali media occidentali hanno tenuto un atteggiamento più sobrio, evitando di parteggiare per l'uno o l'altro candidato alla vicepresidenza. Ciononostante il sito della CNN, principale megafono dei democratici, ha attaccato ancora una volta Trump. Un articolo sul dibattito di ieri è stato intitolato "Perchè Trump non impara da Pence come ci si prepara ad un dibattito?".  Nel mondo dei media, tra i giornalisti, gira ormai una battuta secondo cui CNN sarebbe l'acronimo di "Clinton News Network"

Il fattore colore

Il colore gioca un ruolo particolare nella politica americana. E' di fondamentale importanza che il candidato ne scelga uno. Sebbene il colore rosso abbia incominciato ad essere associato al Partito Repubblicano a partire dal 2000 con Bush, l'uomo della guerra in Iraq e in Afghanistan, il compagno di corsa di Trump Michael Pence si è presentato al dibattito indossando una cravatta blu. Da parte sua Kaine ha scelto una cravatta di un rosso sgargiante che ha richiamato subito alla mente il vestito rosso indossato dalla Clinton nel primo dibattito. Il blu è un colore associato alla moderazione e alla ragionevolezza. Negli ultimi quindi anni è stato il colore dei democratici, ma oggi la Clinton e la sua squadra stanno assumento un atteggiamento particolarmente aggressivo, persino per la "destra" dei Repubblicani, i quali hanno ritenuto più opportuno associare sè stessi al blu, forse proprio per comunicare meglio questo colore appropriato per se stessi, forse per comunicare meglio l'abbandono della linea dura.