Perché la vittoria del centrodestra in Italia è importante per l’intero Occidente

26.06.2017

Dopo diverse sconfitte da parte dei movimenti populisti in tutta Europa, le sinistre e le lobby neoliberali hanno tirato un respiro di sollievo. Per un breve momento sembrava che la vittoria di Trump negli Stati Uniti e la Brexit non fossero altro che un’eccezione alla regola: la globalizzazione e l’unificazione del mondo sono inevitabili. I risultati deludenti del Front Nazional in Francia, le sconfitte di Geert Wilders nei Paesi Bassi e di Norbert Hofer in Austria hanno calmato le élite globaliste e hanno dato loro del tempo per raggrupparsi. Ma le recenti elezioni amministrative in Italia indicano chiaramente che il populismo e la destra sono qui per rimanere

Schiacciante vittoria dei conservatori

In 16 dei 25 comuni hanno vinto i sindaci del centrodestra. Il centrodestra ha triplicato il risultato rispetto alla precedente tornata elettorale ed è riuscito persino a vincere a Genova, un porto marittimo dominato dalla sinistra. Il successo dell’ampia coalizione si basa su una combinazione equilibrata di euroscettici coerenti e di nazionalisti come la Lega Nord di Salvini, Fratelli d’Italia e il Movimento Nazionale per la Sovranità da un lato e le forze moderate ma ancora conservatrici dominate dalla Forza Italia di Silvio Berlusconi. Insieme sono riusciti a spingere i neoliberali, gli esponenti della sinistra e i globalisti alla periferia dell’attuale arena politica.

Gli italiani ne hanno abbastanza

La ragione principale del successo del centrodestra nelle ultime elezioni risiede nelle questioni della sicurezza e migratorie. Ogni anno sempre più migranti entrano in Europa sia dall’Africa che dal Medio Oriente. Le autorità locali e gli attivisti in alcune regioni già dicono che la scala del problema può essere descritta come un’invasione incontrollata. I governi pro-UE eseguono politiche liberal, i media sono controllati dai principali gruppi di influenza, che portano alla fine a una protesta sottotraccia tra le persone in tutto il paese. Questo profondo scontento ha dato una grande opportunità ai populisti che hanno usato la retorica identitaria e patriottica come nucleo del loro programma politico.

Il fattore cristiano

Le migrazioni da regioni prevalentemente musulmane è percepita dalla maggior parte degli europei come invasione aggressiva e sfida di civiltà e religiosa. Alcuni osservatori ed esperti indicano che il successo dei movimenti populisti e anti-liberali spesso dipende dalla percentuale di cristiani nei paesi. Ad esempio, meno di metà dei cittadini attuali dei Paesi Bassi — dove l’euroscettico Partito per la Libertà ha perso durante le ultime elezioni parlamentari — si identifica come cristiana. La Francia sta mostrando un consistente declino in questo numero, così come l’Austria, ed entrambi questi paesi non sono riusciti a portare populisti e patrioti al potere. L’Italia, al contrario, conserva uno dei tassi più alti d’Europa con più di 85% delle persone che si definiscono cristiane. L’identità religiosa rimane fondamentale quando si tratta di difendere l’identità del popolo e la sovranità dello Stato.