Dall'interno: Guerre Ibride, PsyOps ed armi non militari

11.03.2019
L'ultimo libro di Leonid Savin è riuscito a semplificare i molti metodi del guerreggiare ibrido ed il crescente coordinamento tra le loro varie parti attraverso le tecniche di coaching, servendo come un punto d'ingresso illuminante su questo argomento per coloro che potrebbero essersi sentiti intimiditi dalla sua complessità.
L'ultimo libro di Leonid Savin, uno stimato esperto geopolitico russo ed editore capo del think tank Geopolitica.Ru, si concentra sul rapporto tra tecniche di coaching e conflitti proprio come il titolo – “Coaching & Conflicts” - suggerisce, ma è anche molto più di questo, perché esplora profondamente una vasta gamma di argomenti relativi alla Guerra Ibrida, ma in un modo che li semplifica per il lettore. Savin inizia spiegando le basi teoriche della guerra moderna, che argomenta stia diventando sempre più grigia o “ibrida”, come previsto dagli strateghi americani negli anni '90. Egli introduce il lettore anche ad alcuni concetti di gestione che hanno avuto origine nel mondo degli affari, ovvero il coaching, che inquadra il resto della sua pubblicazione mettendo tutto nella sua giusta prospettiva operativa.
 
Il punto principale dell'autore è che la natura non lineare e caotica degli attuali conflitti maschera un sistema di semi-organizzazione meticolosamente pianificato e costantemente affinato da tecniche di coaching dietro le quinte. Gli spettatori bersaglio sono pre-condizionati ad accettare narrative infowar usate come arma mentre delle coorti selezionate sono addestrate a destabilizzare i loro paesi appena al di sotto della soglia cinetica attraverso Rivoluzioni Colorate, sebbene a volte ricorrano a provocazioni violente per catalizzare effetti a palla di neve che possono [quindi] essere sfruttati. I conflitti attuali, sostiene Savin, si sono spostati oltre la prevedibilità di Clausewitz e nel regno della Teoria del Caos, presentando una vera rivoluzione negli affari militari-strategici a causa dell'incorporare di media, ONG e strumenti finanziari.
 
Uno degli aspetti più perspicaci del lavoro di Savin è la sua insistenza sul fatto che la Russia deve liberarsi dal controllo psicologico in cui si sono trovate parti stesse del paese.
 
Egli sostiene [infatti] che alcune istituzioni russe che osservatori esterni potrebbero ingenuamente ritenere essere in stretto coordinamento con gli obiettivi dello Stato, stanno effettivamente lavorando contro gli interessi nazionali, il che potrebbe sorprendere alcuni che non hanno familiarità con le sfumature più profonde della politica russa e delle personalità coinvolte. In risposta, sollecita vivamente i rappresentanti del suo paese a presentare il proprio approccio a tutto, compreso il contrasto alla Guerra Ibrida e fornendo una contro-risposta unica al fascino del soft power occidentale.
 
Il resto di “Coaching & Conflicts” spiega come le teorie dell'autore siano state applicate in Siria e Ucraina, sottolineando gli elementi di guerra di rete e le tattiche di sciame utilizzate in entrambe. È particolarmente interessante il modo in cui Savin espone la rete delle ONG del fondatore di eBay Pierre Omidyar in Ucraina e il ruolo che ha svolto in EuroMaidan. I suoi agenti d'influenza effettuarono per anni operazioni di pre-condizionamento sociale attraverso il reclutamento attivo in tutto il paese e l'organizzazione di sessioni di formazione regolari per i loro sostenitori. Mentre Soros è universalmente noto per il suo coinvolgimento in questo genere di affari, Savin mostra che ci sono altri “uomini d'affari filantropi” che stanno facendo la stessa cosa, anche se molto più segretamente dato che le loro attività sono meno scrutinate.
 
Un momento stimolante nel libro arriva quando Savin parla di come le ONG occidentali hanno trasformato in armi le questioni di genere allo scopo di destabilizzare le società tradizionali distruggendo le loro unità familiari.
 
Fa notare come USAID esporti le ideologie duali del liberalismo e del femminismo creando gruppi di mobilitazione sociale che si agitano per l'aborto e attuano surrettiziamente campagne di sterilizzazione contro le comunità svantaggiate nel Sud del mondo. A suo avviso, “la modernizzazione delle donne in consumatori e contribuenti di alto livello era una delle prerogative del femminismo della seconda ondata, durante il quale i libertini agivano come distruttori del vecchio ordine attraverso la loro rivoluzione sessuale”, un'affermazione audace che tuttavia dà al lettore molto da meditare.
 
Andando avanti, tutti i lettori impareranno molto dal capitolo sugli interventi militari indiretti, in cui Savin afferma che gli Stati Uniti sfruttano le missioni anti-droga, anti-terrorismo e di addestramento per intervenire indirettamente in una vertiginosa serie di paesi, tra cui quattro su cinque dei partner di difesa reciproca della CSTO in Russia. Condivide un lungo elenco di paesi che hanno accordi bilaterali di sicurezza di vario tipo con gli Stati Uniti, dopo di che elenca le numerose agenzie di sicurezza americane con cui collaborano. Apre gli occhi vedere quanto sia globale l'apparato di sicurezza degli Stati Uniti, così come quanti paesi siano parzialmente infiltrati in tutto il mondo attraverso il modus operandi degli interventi militari indiretti.
 
Partendo da ciò che precede, Savin continua sul metodo sempre più popolare di interventi militari americani indiretti descrivendo i concetti interconnessi di Assistenza umanitaria / Soccorso dai disastri (HA / DR, come li abbrevia).
 
Questi sono guidati dal Pentagono e di solito conducono ad un enorme sviluppo d’immagine per gli Stati Uniti, ma crede che siano anche guidati dalle imprese d’affari e selettivamente portati avanti per scopi geostrategici, dato che essi si svolgono principalmente nei punti di attrito marittimo e nelle regioni costiere dove risiedono enormi parti della popolazione globale. Savin ritiene che queste siano in realtà una copertura per addestrare le forze americane a prepararsi per interventi più grandi e più ostili in futuro, oltre a perfezionare l'interoperabilità congiunta tra i loro numerosi servizi di sicurezza. Di conseguenza, sono perfette anche per il coaching.
 
Avvicinandosi alla fine del libro, Savin spiega il concetto di geo-economia, che sta diventando sempre più importante perché “l'arte di analizzare e controllare i limiti economici di altri paesi è diventata uno degli aspetti della politica estera degli Stati Uniti”. Reti finanziarie internazionali come il FMI e banche come la Banca Mondiale sono attori chiave in questo gioco, così come il sistema internazionale di rating del credito da cui la Russia è purtroppo influenzata (per sua volontà, aggiunge, secondo quanto suggerito dall’esserci delle seste colonne che operano nella sua banca centrale). La geo-economia è certamente un argomento degno di un'analisi separata come libro a sé stante, ma la sua inclusione in “Coaching & Conflicts” è per mettere in evidenza la sua rilevanza per le Guerre Ibride.
 
Tra gli ultimi aspetti che Savin analizza c’è che il lobbismo non dovrebbe mai essere sottovalutato a causa del ruolo fuori misura che ha nel plasmare la politica, cosa che dimostra in modo convincente raccontando la storia di Ahmed Chalabi e di come alla fine ha avuto successo negli Stati Uniti per invadere l'Iraq.
 
Più pubblicamente, la cultura pop è un campo di battaglia della Guerra Ibrida che colpisce tutti a causa della sua pervasività totale e del modo in cui può essere trasformata in arma per incorporare certe idee nel subconscio della società come parte di una campagna di influenza più ampia, come è stato visto dal coinvolgimento di celebrità hollywoodiane del tipo di Angelina Jolie nel divulgare certi conflitti internazionali e il video, sceneggiato ma comunque virale, intitolato “I am a Ukrainian”.
 
Alla fine del suo libro, Savin include un'appendice che rivede brevemente una manciata di Rivoluzioni Colorate per mostrare perché hanno avuto successo o fallito, cosa che potrebbe ispirare i lettori interessati a fare ulteriori ricerche su di loro se fossero curiosi di scoprire quanto siano applicabili le sue teorie nello spiegare il loro risultato. Complessivamente, “Coaching & Conflicts” è una lettura perspicace che riesce a semplificare alcuni concetti molto difficili, educando il pubblico su quelli di cui forse non era a conoscenza e facendo in modo che le persone riconcettualizzino gli altri che in precedenza potevano dare per scontati. Il libro è sulle 150 pagine, in modo che si possa tranquillamente completarlo in un giorno o due, ma le sue lezioni rimarranno durevolmente rilevanti.
 
Per dettagli su come ordinare il libro, scrivere a editor@geopolitica.ru.
 
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Articolo originale di Andrew Korybko:
Traduzione di Costantino Ceoldo – Pravda freelance