È impossibile andare avanti senza l’autodeterminazione spirituale, culturale e nazionale

07.06.2017

 

Vladimir Putin apre la riunione plenaria finale del Valdai International Discussion Club, delineando l'urgente bisogno per la  Russia di un'idea di nazione unita per avere successo nel contesto della globalizzazione . 

Dette 19/ 09/2013 queste parole sono oggi piu attuale che mai.

 

Buon pomeriggio, amici, signore e signori,

Spero che l’ubicazione per le vostre discussioni, per i nostri incontri sia ben scelto e che il momento sia propizio. Ci troviamo nel centro della Russia — non un centro geografico, ma spirituale. Novgorod è una culla della nazione russa. I nostri preminenti storici credono e hanno analizzato come gli elementi della nazione russa si sono riuniti proprio qui. Questo alla luce del fatto che due grandi fiumi — il Volkhov e il Neva — hanno agito come un naturale mezzo di comunicazione, fornendo al tempo un naturale collegamento. Ed è qui che la nazione russa a poco a poco ha cominciato ad emergere.

Come è stato già accennato, quest’anno il club [Valdai] ha messo insieme un elenco senza precedenti di partecipanti: più di 200 politici russi e stranieri, leader pubblici e spirituali, filosofi e figure di cultura, persone con vedute molto differenti, originali e talvolta opposte.

Voi avete qui già discusso per alcuni giorni, e cercherò di non annoiarvi troppo. Mi permetterò di affermare i miei punti di vista su argomenti che avete affrontato durante queste discussioni in un modo o nell’altro. Non sto solo pensando ad analizzare le esperienze storiche, culturali e di governo russe. Anzitutto penso ai dibattiti generali, alle visioni del futuro, alle strategie e ai valori, ai valori che sostengono lo sviluppo del nostro Paese, come i processi globali influenzeranno la nostra identità nazionale, quale tipo di mondo vogliamo vedere nel ventunesimo secolo, e ciò che la Russia, il nostro Paese, può contribuire a questo mondo insieme ai suoi partner.

Oggi abbiamo bisogno di nuove strategie per preservare la nostra identità in un mondo in rapido cambiamento, un mondo che è diventato più aperto, trasparente e interdipendente. Questa è una sfida a praticamente tutti i paesi e tutti i popoli in un modo o nell’altro: russi, europei, cinesi e americani, le società di tutti i paesi. E naturalmente, anche qui in Valdai, cerchiamo di capire meglio come i nostri partner stanno tentando di rispondere a questa sfida, perché ci ritroviamo qui con esperti della Russia. Ma partiamo dal fatto che i nostri ospiti potranno esprimere le loro opinioni sull’interazione e sul rapporto tra la Russia e i paesi che voi rappresentate.

Per noi (sto parlando dei russi e della Russia), le domande riguardanti chi siamo e chi vogliamo essere sono sempre più importanti per la nostra società. Ci siamo lasciati alle spalle l’ideologia sovietica, e non ci sarà alcun ritorno al passato. I fautori di un conservatorismo fondamentale che idealizza la Russia pre-1917 sembrano essere altrettanto lontani dalla realtà, come lo sono i sostenitori di un estremo liberalismo inteso in senso occidentale.

È evidente che è impossibile andare avanti senza l’autodeterminazione spirituale, culturale e nazionale. Senza questo, non saremo in grado di sopportare le sfide interne ed esterne, né avremo successo nelle competizioni globali. E oggi vediamo una nuova tornata di tali competizioni, incentrate sul piano economico-tecnologico e ideologico-informativo. I problemi politico-militari e le condizioni generali stanno peggiorando. Il mondo sta diventando più rigido, e a volte rinuncia non solo al diritto internazionale, ma alle norme di base del vivere civile.

Ogni paese deve avere una forza militare, tecnologica ed economica, tuttavia ciò che principalmente ne determinerà il successo è la qualità dei cittadini, la qualità della società: la forza intellettuale, spirituale e morale. Dopo tutto, in fin dei conti, la crescita economica, la prosperità e l’influenza geopolitica derivano tutte da condizioni sociali. Dipendono dal fatto che i cittadini di un dato paese si considerano una nazione, in che misura essi si identificano con la loro storia, i loro valori e le loro tradizioni, e se essi sono uniti da obiettivi comuni e responsabilità. In questo senso, la questione della ricerca e del rafforzamento dell’identità nazionale è davvero fondamentale per la Russia.

Oggi l’identità nazionale russa sta attraversando non solo obiettive pressioni derivanti dalla globalizzazione, ma anche le conseguenze delle catastrofi nazionali del XX secolo, quando abbiamo vissuto il collasso del nostro stato in due momenti diversi. Il risultato è stato un colpo devastante per i codici spirituali e culturali della nostra nazione; ci siamo trovati di fronte alla rottura con le tradizioni e l’integrità della storia, alla demoralizzazione della società, a un deficit di fiducia e di responsabilità. Queste sono le cause profonde di molti problemi urgenti che abbiamo di fronte. Dopo tutto, la questione della responsabilità per sé stessi, per la società e per la legge, è qualcosa di fondamentale per la vita di ogni giorno come per la vita del diritto.

Dopo il 1991 c’è stata l’illusione che una nuova ideologia nazionale, una ideologia dello sviluppo, semplicemente sarebbe apparsa da sola. Lo stato, le autorità, le classi intellettuali e politiche praticamente hanno rifiutato di impegnarsi in questo lavoro, tanto più che la precedente e semi-ufficiale ideologia era difficile da smaltire. E infatti avevano tutti paura anche di affrontare l’argomento. In più, la mancanza di un’idea nazionale derivante da un’identità nazionale ha avvantaggiato gli elementi quasi coloniali dell’élite — quelli determinati a sottrarre e trasferire il capitale, e che non collegano il proprio destino a quello del paese, il luogo dove hanno guadagnato i loro soldi.

L’esperienza ha dimostrato che una nuova idea nazionale semplicemente non appare da sola, né si sviluppa in accordo con le regole del mercato. Uno stato e una società costruiti spontaneamente non funzionano, né funziona copiare meccanicamente le esperienze degli altri paesi. Tali primitivi prestiti e tentativi di civilizzare la Russia dall’estero, non sono stati accettati dalla maggioranza del nostro popolo. Questo perché il desiderio di indipendenza e sovranità nelle sfere spirituale, ideologica e della politica estera è una parte integrante del nostro carattere nazionale. Per inciso, tali approcci hanno spesso fallito anche in altre nazioni. Il tempo in cui modelli e stili di vita già approntati possono essere installati in stati stranieri come programmi di computer è passato.

Siamo anche consapevoli che un’identità e una idea nazionale non possono essere imposte dall’alto, non possono fondarsi su un monopolio ideologico. Tale costruzione è molto instabile e vulnerabile; questo lo sappiamo per esperienza personale. Non ha futuro nel mondo moderno. Abbiamo bisogno di creatività storica, una sintesi delle migliori pratiche e idee nazionali, una comprensione delle nostre tradizioni culturali, spirituali e politiche da differenti punti di vista, e di capire che l’identità nazionale non è un qualcosa di rigido e immutabile, ma piuttosto un organismo vivente. Solo quando la nostra identità sarà basata su solide fondamenta, sarà diretta verso il futuro e non verso il passato. Questo è l’argomento principale a dimostrazione del fatto che una ideologia dello sviluppo deve essere discussa dal popolo che è in possesso di diversi punti di vista, e ha differenti opinioni su come e cosa fare per risolvere dati problemi.

Tutti noi — neo-slavofili e neo-occidentalisti, statalisti e liberali — tutta la società deve lavorare insieme per la creazione di comuni obiettivi di sviluppo. Abbiamo bisogno di rompere con l’abitudine di ascoltare solo persone che la pensano come noi, rifiutando a priori con rabbia — e anche con disprezzo — qualunque altro punto di vista. Non si può lanciare o anche calciare il futuro del paese come un pallone da calcio, precipitando nello sfrenato nichilismo, consumismo, critica di qualsiasi cosa, o cupo pessimismo.

Questo significa che i liberali devono imparare a dialogare con i rappresentanti della sinistra e, per converso, che i nazionalisti devono ricordarsi che la Russia è stata costituita specificamente come un paese multietnico e multiconfessionale sin dalla sua nascita. I nazionalisti si devono ricordare che mettere in discussione il nostro carattere multietnico, e sfruttare la questione del nazionalismo russo, tataro, caucasico, siberiano o di qualsiasi altro nazionalismo o separatismo, significa che stiamo iniziando a distruggere il nostro codice genetico. In effetti, cominceremmo a distruggere noi stessi.

La sovranità, l’indipendenza e l’integrità territoriale della Russia sono incondizionate. Queste sono le linee rosse che a nessuno è permesso di superare. Per quanto le nostre vedute possano differire, i dibattiti sull’identità e sul futuro nazionale sono impossibili se i partecipanti non sono patrioti. Ovviamente intendo il patriottismo nel senso più puro del termine.

Troppo spesso nella nostra storia nazionale, invece che con un’opposizione al governo abbiamo avuto a che fare con oppositori della Russia stessa. Ho già parlato di questo e Pushkin ne aveva già parlato. E sappiamo come è finita, con la demolizione dello stato russo in quanto tale. Praticamente non c’è famiglia russa che non sia sfuggita completamente ai problemi del secolo passato. Domande su come valutare determinati eventi storici dividono ancora il nostro paese e la nostra società.

Abbiamo bisogno di guarire queste ferite e ricucire le fibre del nostro tessuto storico. Non possiamo più impegnarci nell’esercizio dell’autoinganno, cancellando pagine sgradevoli o ideologicamente scomode della nostra storia, rompendo i legami tra le generazioni, correndo agli estremi, creando o disfacendo idoli. È ora di smetterla di prender nota solo del male nella nostra storia, e di rimproverare noi stessi più di quanto fanno i nostri avversari. L’autocritica è necessaria, ma senza un senso di autostima, o di amore per la nostra Patria, tale critica diventa umiliante e controproducente.

Dobbiamo essere orgogliosi della nostra storia, e abbiamo elementi per esserlo. La nostra intera storia senza censure deve essere una parte dell’identità russa. Senza riconoscere questo è impossibile stabilire una fiducia reciproca e consentire alla società di andare avanti.

Un’altra sfida importante per l’identità della Russia è legata agli eventi che stanno avendo luogo nel mondo. Qui ci sono sia la politica estera che gli aspetti morali. Possiamo vedere come molti dei paesi euro-atlantici stanno attualmente rinnegando le loro radici, inclusi i valori cristiani che costituiscono la base della civiltà occidentale. Essi stanno negando i principi morali e tutte le identità tradizionali: nazionale, culturale, religiosa e anche sessuale. Essi stanno implementando politiche che equiparano le famiglie alle coppie omosessuali, la fede in Dio con la fede in Satana.

Gli eccessi del politicamente corretto hanno raggiunto il punto in cui le persone parlano seriamente di registrare partiti politici il cui scopo è di promuovere la pedofilia. In molti paesi europei le persone sono imbarazzate o hanno paura di parlare della loro appartenenza religiosa. Le festività sono abolite o addirittura chiamate in modo diverso; la loro essenza viene nascosta, così come il loro fondamento morale. E ci sono persone che stanno tentando di esportare aggressivamente questo modello in tutto il mondo. Sono convinto che questo apra a una strada dritta verso il degrado e il regresso, determinando una profonda crisi demografica e morale.

Cos’altro può rappresentare la più grande testimonianza della crisi morale di una società umana se non la perdita della capacità di autoriprodursi? Oggi quasi tutti i paesi sviluppati non sono più in grado di autoriprodursi, neanche con l’aiuto delle migrazioni. Senza i valori incorporati nel Cristianesimo e nelle altre religioni del mondo, senza gli standard di moralità che hanno preso forma nel corso dei millenni, la gente inevitabilmente perde la propria dignità umana. Noi consideriamo naturale e giusto difendere questi valori. Occorre rispettare il diritto di ogni minoranza di essere differente, ma i diritti della maggioranza non devono esser messi in discussione.

Allo stesso tempo, vediamo i tentativi di rilanciare in qualche modo un modello standardizzato di un mondo unipolare e di offuscare le istituzioni del diritto internazionale e della sovranità nazionale. Tale mondo unipolare, standardizzato, non richiede Stati sovrani, richiede vassalli. Sul piano storico, questo equivale a un rifiuto della propria identità, della diversità del mondo che Dio ha voluto.

La Russia concorda con coloro che ritengono che le decisioni importanti devono essere prese su base collettiva, piuttosto che a discrezione e nell’interesse di alcuni paesi o gruppi di paesi. La Russia ritiene che si debba applicare il diritto internazionale, non il diritto del più forte. E crediamo che ogni paese, ogni nazione è non eccezionale, ma unico, originale e beneficia di parità di diritti, compreso il diritto di scegliere in modo indipendente un proprio percorso di sviluppo.

Questa è la nostra prospettiva concettuale, e segue dal nostro destino storico e dal ruolo della Russia nella politica globale. La nostra posizione attuale ha profonde radici storiche. La stessa Russia si è evoluta sulla base della diversità, dell’armonia e dell’equilibrio, e porta tale equilibrio sulla scena internazionale.

Voglio ricordarvi che il Congresso di Vienna del 1815 e gli accordi di Yalta nel 1945, presi con una partecipazione molto attiva della Russia, hanno assicurato una pace duratura. La forza della Russia, la forza di una nazione vincente in quei frangenti critici, si è manifestata come generosità e giustizia. E lasciatemi ricordare il Trattato di Versailles, conclusosi senza la partecipazione della Russia. Molti esperti, e sono assolutamente d’accordo con loro, credono che Versailles abbia gettato le basi per la Seconda Guerra Mondiale, perché il Trattato di Versailles fu ingiusto per il popolo tedesco: ha imposto restrizioni che non potevano fronteggiare, e il corso del secolo successivo divenne chiaro.

C’è un altro aspetto fondamentale su cui voglio attirare la vostra attenzione. In Europa e in altri paesi il cosiddetto multiculturalismo è, sotto molti aspetti, un modello trapiantato, artificiale che ora viene messo in discussione, per ragioni comprensibili. Perché alla base c’è una sorta di tassa per il passato coloniale. Non a caso oggi i politici e i personaggi pubblici europei palano sempre più dei fallimenti del multiculturalismo, e che non sono in grado di integrare lingue straniere o elementi culturali stranieri nelle loro società.

Negli ultimi secoli in Russia, che alcuni hanno cercato di etichettare come “prigione dei popoli”, non è scomparso nemmeno il gruppo etnico più piccolo. Ed essi hanno conservato non solo la loro autonomia interna e identità culturale, ma anche il loro spazio storico. Sapete, è stato interessante sapere (io non sapevo nemmeno di questo) che in epoca sovietica le autorità prestavano molta attenzione al fatto che praticamente ogni piccolo gruppo etnico avesse la sua propria pubblicazione stampata, supporto per la propria lingua, e per la propria letteratura nazionale. Dobbiamo ripristinare e portare avanti molto di quello che è stato fatto in questo senso.

Insieme a questo, le diverse culture in Russia hanno l’esperienza unica di una influenza reciproca, di arricchimento reciproco e di reciproco rispetto. Questo multiculturalismo e multietnicità vivono nella nostra coscienza storica, nel nostro spirito e nella nostra formazione storica. Il nostro stato è stato costruito nel corso di un millennio su questo modello organico.

La Russia — come il filosofo Konstantin Leontyev vividamente esponeva — si è sempre evoluta in una “fiorente complessità” come stato-civiltà, rinforzato dal popolo russo, dalla lingua e dalla cultura russe, dalla Chiesa Ortodossa russa e dalle altre religioni tradizionali. È proprio il modello dello stato-civiltà che ha plasmato il nostro ordinamento politico statale. Esso ha sempre cercato di ospitare con flessibilità le specificità etniche e religiose di territori particolari, garantendo la diversità nell’unità.

Cristianesimo, Islam, Buddismo, Ebraismo e le altre religioni sono parte integrante dell’identità della Russia, il suo patrimonio storico e la vita di ogni giorno dei suoi cittadini. Il compito principale dello stato, come sancito dalla Costituzione, è quello di garantire la parità di diritti per i membri delle religioni tradizionali e per gli atei, e il diritto alla libertà di coscienza per tutti i cittadini.

Tuttavia, è chiaramente impossibile identificare sé stessi solo attraverso una etnia o religione in una così grande nazione con una popolazione multietnica. Al fine di mantenere l’unità della nazione, i cittadini devono sviluppare una identità civica sulla base di valori condivisi, una coscienza patriottica, responsabilità civica e solidarietà, rispetto per la legge, e un senso di responsabilità per il destino della propria patria, senza perdere il contatto con la loro etnia o le loro radici religiose.

Ci sono ampie discussioni su come l’ideologia dello sviluppo nazionale sarà strutturata politicamente e dal punto di vista concettuale — anche con la vostra partecipazione, colleghi. Ma credo profondamente che lo sviluppo personale, morale, intellettuale e fisico degli individui deve rimanere al centro della nostra filosofia. Tornando all’inizio del 1990, lo storico Solzhenitsyn ha dichiarato che l’obiettivo principale della nazione dovrebbe essere quello di preservare la popolazione dopo un difficile 20° secolo. Oggi, dobbiamo ammettere che non abbiamo ancora del tutto superato le tendenze demografiche negative, anche se ci siamo allontanati da un pericoloso declino nel potenziale nazionale.

Purtroppo, in tutta la storia della nostra nazione, poco valore è stato dato a volte alle singole vite umane. Troppo spesso, le persone sono state viste semplicemente come un mezzo, piuttosto che come un obiettivo e una missione per lo sviluppo. Non abbiamo più quel diritto e non possiamo buttare milioni di vite umane nel fuoco a vantaggio dello sviluppo. Dobbiamo far tesoro di ogni individuo. Il principale punto di forza della Russia in questo e nei prossimi secoli sarà nel suo popolo educato, creativo, fisicamente e spiritualmente sano, piuttosto che nelle risorse naturali.

Il ruolo dell’istruzione è tanto più importante perché per educare un individuo, un patriota, dobbiamo ripristinare il ruolo della grande cultura e letteratura russa. Esse devono servire come fondamenta per l’identità personale delle persone, la fonte della loro unicità e le loro basi per la comprensione dell’idea nazionale. Qui, molto dipende dalla comunità dei docenti, che è stata e rimane un guardiano molto importante di valori, idee e filosofie su scala nazionale. Questa comunità parla la stessa lingua, la lingua della scienza, la conoscenza e l’istruzione, nonostante il fatto che si sviluppa su un enorme territorio, da Kaliningrad a Vladivostok. In questo modo, la comunità dei docenti, la comunità educativa complessiva, nel senso ampio della parola, si lega insieme con la nazione. Sostenere questa comunità è uno dei passi più importanti nel cammino verso una forte e fiorente Russia.

Voglio sottolineare ancora una volta che senza concentrare i nostri sforzi sull’educazione e sulla salute delle persone, senza creare una responsabilità reciproca tra le autorità e ciascun individuo, e senza stabilire un rapporto di fiducia all’interno della società, saremo perdenti nella competizione della storia. I cittadini della Russia devono sentirsi proprietari responsabili del loro paese, regione, città, proprietà, beni e della loro vita. Un cittadino è qualcuno che è in grado di gestire autonomamente i propri affari, collaborando liberamente coi pari.

I governi locali e organizzazioni di auto-governo dei cittadini servono come la migliore scuola per la coscienza civica. Naturalmente, mi riferisco al non-profit. Per inciso, una delle migliori tradizioni politiche russe, la tradizione del consiglio nazionale, fu anche costruita sui principi di governo locale. Una vera società civile e una vera élite politica orientata alla dimensione nazionale, inclusa l’opposizione con la sua propria ideologia, i suoi valori e criteri per distinguere il bene e il male — i propri, piuttosto che quelli dettati dai media o dall’estero — può crescere solo attraverso efficaci meccanismi di autogoverno. Il governo è disposto a dare fiducia alle associazioni che si auto-governano, ma dobbiamo sapere di chi ci stiamo fidando. Questa è una realtà globale assolutamente normale, che è proprio il motivo per cui abbiamo approvato una nuova legislazione per aumentare la trasparenza delle organizzazioni non governative.

Parlando di qualunque tipo di riforme, è importante tenere presente che c’è dell’altro nella nostra nazione oltre a Mosca e San Pietroburgo. Nel sviluppare il federalismo russo, dobbiamo fare affidamento sulla nostra esperienza storica, usando modelli flessibili e diversificati. Il modello russo del federalismo ha un grande potenziale. È imperativo che impariamo a utilizzarlo con competenza, senza dimenticare l’aspetto più importante: lo sviluppo delle regioni e della loro indipendenza dovrebbe creare pari opportunità per tutti i cittadini della nazione, indipendentemente da dove vivono, per eliminare le diseguaglianze nello sviluppo economico e sociale del territorio della Russia, rafforzando in tal modo l’unità della nazione. Questa è una sfida enorme, perché lo sviluppo di questi territori è stato molto sbilanciato nel corso dei decenni e anche dei secoli.

Vorrei toccare un altro argomento. Il 21° secolo promette di diventare il secolo dei grandi cambiamenti, l’epoca della formazione di grandi zone geopolitiche, così come di aree finanziarie ed economiche, culturali, di civiltà, militari e politiche. Questo è il motivo per cui l’integrazione con i nostri vicini è la nostra priorità assoluta. La futura Unione Economica Euroasiatica, che abbiamo dichiarato e discusso intensivamente di recente, non è solo un insieme di contratti reciprocamente vantaggiosi. L’Unione Eurasiatica è un progetto per preservare l’identità delle nazioni, nello storico spazio Eurasiatico in un nuovo secolo e in un nuovo mondo. L’integrazione eurasiatica è un’opportunità per l’intero spazio post-sovietico di diventare un centro indipendente per lo sviluppo globale, piuttosto che rimanere alla periferia dell’Europa e dell’Asia.

Voglio sottolineare che l’integrazione eurasiatica sarà anche costruita sul principio della diversità. Questa è un’unione dove ognuno mantiene la propria identità, il proprio carattere distintivo e la propria indipendenza politica. Insieme ai nostri partner, attueremo gradualmente questo progetto, passo dopo passo. Ci auguriamo che esso possa diventare il nostro contributo per mantenere le diversità in uno sviluppo globale.

Colleghi, gli anni dopo il 1991 spesso sono indicati come l’era post-sovietica. Abbiamo vissuto e superato quel turbolento, drammatico periodo. La Russia è passata attraverso queste prove e tribolazioni, e sta tornando se stessa, sta ritornando alla propria storia, proprio come ha fatto in altri momenti della sua storia. Dopo il consolidamento della nostra identità nazionale, il rafforzamento le nostre radici, e rimanendo aperti e ricettivi alle migliori idee e pratiche dell’Oriente e dell’Occidente, dobbiamo andare, e andremo, avanti.

Grazie per la vostra attenzione.

Traduttore: Donato Mancuso