Fattorie di troll americani, IA e Cyberwar (I)

14.03.2019

Molte delle tecniche che aiutano a manipolare la percezione pubblica, creare notizie false e piste false per il successivo perseguimento di una parte innocente, sono basate su tecnologie di intelligenza artificiale (IA). Mentre i giganti del silicio in America hanno più o meno stabilito un monopolio nell'ingegneria sociale e politica attraverso social media, robot e vari algoritmi, le agenzie di sicurezza americane si stanno muovendo nella stessa direzione, ma con obiettivi molto più aggressivi.

La Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA) è leader in questo campo. Ad esempio, l'agenzia ha già stanziato 2 miliardi di dollari [1] per progetti di sviluppo dell'IA nei prossimi cinque anni.

Uno di questi - Artificial Intelligence Exploration, lanciato nel luglio 2018 - è finalizzato allo sviluppo di strumenti di IA della terza linea che portino ragionamento e consapevolezza contestuale ad una tecnologia che potrebbe non comprendere il mondo che sta tentando di descrivere. Questo è il principale progetto ombrello della DARPA.

Un altro ha lo scopo di automatizzare l'estrazione delle conoscenze scientifiche [2] ed è opportunamente chiamato Automating Scientific Knowledge Extraction. Lo strumento individuerà automaticamente nuovi dati e risorse scientifiche, li analizzerà per ottenere informazioni utili, confronterà i risultati con la ricerca esistente, quindi genererà nuovi modelli.

Esistono anche programmi relativi a una nuova generazione di neurotecnologie [3]. L'idea di base è creare un'interfaccia neurale che possa essere utilizzata per tradurre pensieri in testo, controllare telepaticamente robot come droni e così via. Le proposte di sviluppo dei laboratori di ricerca e degli uffici di progettazione sono state presentate fino al 4 marzo 2019.

Complessivamente, DARPA ha più di 20 programmi [4] dedicati all'intelligenza artificiale e oltre 60 relativi alla sicurezza informatica.

L'intelligenza artificiale nel suo insieme, in particolare l'apprendimento automatico, è considerata dall'agenzia una specie di partner collaborativo [5] che può aiutare a identificare i fallimenti e gli errori.

L'evento finale di una competizione biennale lanciata da DARPA per progettare e costruire sistemi informatici che blocchino gli attacchi o individuino e isolino codice malevolo (agosto 2016, Las Vegas). In particolare, DARPA ha cercato di sottoscrivere lo sviluppo di una “architettura” per una macchina di intelligenza artificiale, che è stata definita come un “sistema di cyber-ragionamento”.

E va da sé che tutto questo viene implementato come parte della strategia generale del governo degli Stati Uniti.

L'11 febbraio 2019, Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo [6] in base al quale le agenzie federali interessate alla tecnologia dovrebbero essere in grado di implementare i loro progetti di intelligenza artificiale quasi il doppio più rapidamente. Si chiama American AI Initiative e il documento contiene cinque punti:

1)      Investire in ricerca e sviluppo dell'IA;

2)      Scatenare le risorse IA;

3)      Impostazione degli standard di Governo IA;

4)      Costruire la forza lavoro dell'IA;

5)      Impegno internazionale e protezione del nostro vantaggio IA.

Questi punti dimostrano chiaramente il desiderio dell'America di stabilire una leadership monopolistica e fare in modo che il resto del mondo diventi consumatore dei suoi prodotti.

Il giorno dopo che Trump ha firmato l'ordine esecutivo, il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha pubblicato una propria strategia di intelligenza artificiale incentrata sul Joint Artificial Intelligence Centre (JAIC) recentemente creato. Il budget di questo centro per il 2019 è di 90 milioni di dollari.

È interessante notare che i media americani stanno ipotizzando che una decisione così consolidata riguardo al ritmo accelerato nello sviluppo dei programmi di intelligenza artificiale negli Stati Uniti sia dovuta al fatto che la Cina ha iniziato a superare gli Stati Uniti [proprio] nel campo dell'intelligenza artificiale. Un altro Paese menzionato abbastanza frequentemente è la Russia, che sta anche cercando di ottenere il sopravvento sul campo, anche se l'America è pronta a sottolineare che la Russia usa tecnologia occidentale [7].

A differenza di quella della Casa Bianca, la strategia dell'IA del Pentagono si basa sul concetto di “adozione dell'IA centrata sull'uomo” [8], ovvero che le persone svolgono un ruolo importante nello spiegamento e nell'uso di usi “pensanti” e “responsabili” di intelligenza.

Sebbene l'intelligenza artificiale possa essere utilizzata per una varietà di scopi, è chiaro che gli Stati Uniti sono principalmente interessati al potere e al controllo, compresi i moderni metodi di guerra.

Ed è ovvio che la presentazione di queste due strategie a un solo giorno di distanza abbia innescato una reazione a catena.

Il 27 febbraio, gli Stati Uniti hanno diffuso un comunicato stampa [9] che affermava: “L'informazione è sempre più un'arma di scelta tra i nostri concorrenti strategici”. Come tale, la forza militare della Marina deve “operare come parte pienamente integrata della Information Warfare Community (IWC) ottimizzando il potere combattivo integrando gli elementi di Assured Command and Control (AC2), Battlespace Awareness e Integrated Fires. Per fare ciò, dobbiamo unirci a tutti gli elementi IWC - intelligence, METOC, comunicazione, crittologia e guerra informatica”.

L'Aviazione americana sta inoltre sviluppando attivamente le capacità di informazione e operazioni informatiche. In una recente intervista [10], il maggior generale dell'aeronautica statunitense Robert Skinner, comandante di Air Forces Cyber, ha affermato che “operazioni di informazione, guerra elettronica, cyber e supporto ISR ... che l'integrazione, la sincronizzazione e l'allineamento di quelle funzioni e compiti di missione all'interno di quelle aree sono fondamentali per la nostra capacità di garantire che siamo abili nel regno della guerra dell'informazione e nel regno multidominio. Non penso che si possa trattarli separatamente. Mentre continuiamo ad avere esercitazioni ed altri forum, siamo tutti arrivati ​​alla consapevolezza che devono essere sincronizzati, sia sotto un cappello che sotto cappelli multipli.”

La NATO ha anche parlato della necessità di aumentare la spesa per le operazioni informatiche [11]. In effetti, la questione è stata sollevata per la prima volta immediatamente dopo che il capo del Pentagono ad interim ha visitato il quartier generale della NATO a Bruxelles il 14 febbraio.

Su una nota a parte, il Cyber ​​Command degli Stati Uniti ha un progetto congiunto con il Maryland Innovation and Security Institute chiamato DreamPort. È un hub in cui varie aziende vengono selezionate tramite gara, partecipano a competizioni e presentano prototipi dei loro prodotti in tempo reale. Essenzialmente, riguarda il monitoraggio e l'individuazione delle minacce informatiche. Aziende IT come Booz Allen Hamilton, IBM, Crowdstrike, Splunk, LogicHub e Jazz Networks hanno recentemente preso parte a un gioco online [12] per individuare i “giocatori cattvi”. È chiaro che eventi come questi non sono solo per trovare e proteggersi contro le proprie vulnerabilità, ma anche per attacchi hacker ed attività informatiche dannose svolte in remoto.

Per inciso, Crowdstrike è noto per il fatto che uno dei suoi fondatori (e un membro del Consiglio Atlantico - il think tank della NATO) è Dmitri Alperovitch [13], un ex cittadino dell'URSS. Lui è praticamente l'unica fonte di informazioni per i media statunitensi, il che è lirico [14] per gli hacker russi e per la guerra ibrida che il Cremlino sta apparentemente conducendo contro il resto del mondo.

Mentre queste storie sui russi sono in realtà false, tuttavia, gli Stati Uniti stanno realizzando veri e propri attacchi informatici e loro stessi lo stanno confermando. Prendiamo ad esempio l'attacco informatico condotto dal Comando cibernetico USA contro l'Agenzia Russa di Ricerca su Internet, che è stato riportato dal Washington Post [15]. Questa è una conferma diretta di un'intrusione informatica nel territorio di un altro Stato. Il giornale in precedenza riportava [16] che l'NSA e il Cyber ​​Command, insieme all'FBI, alla CIA e al Dipartimento della Sicurezza Interna, avevano istituito un gruppo speciale per rilevare l'interferenza russa nelle elezioni americane e perturbarle. Va da sé che nessuna di queste agenzie ha finora fornito alcuna prova di questa interferenza.

Tuttavia, mentre i troll russi esistono [solo] nell'immaginazione di un piccolo gruppo di autori occidentali e di vassalli di Washington, in particolare l'Ucraina, ci sono in realtà veri troll negli Stati Uniti che istigano ogni genere di indagini e misure contro la Russia.

Così, The Military Coalition [17] in America, un gruppo di 32 organizzazioni militari e veterane che conta milioni di membri, ha recentemente chiesto al Congresso e alle agenzie federali “di riconoscere che la nostra comunità è presa di mira da avversari stranieri e di agire immediatamente per proteggerci”. Tutta questa confusione, che ha pochissima sostanza a parte i collegamenti alle ristampe nei media occidentali [18] e il punto di vista soggettivo e l'immaginazione di Alperovitch, creano l'illusione che la società civile sostenga la guerra cibernetica in corso (ed altre azioni non militari) contro un certo numero di Paesi, principalmente Russia, Cina, Iran e Corea del Nord.

[1] https://www.nextgov.com/emerging-tech/2019/02/white-house-unveils-national-artificial-intelligence-initiative/154795/

[2] https://www.nextgov.com/emerging-tech/2018/08/pentagon-wants-ai-take-over-scientific-process/150807/

[3] https://www.nextgov.com/emerging-tech/2019/02/pentagon-thinks-ai-could-help-troops-telepathically-control-machines/154929/

[4] https://www.nextgov.com/emerging-tech/2018/09/pentagon-will-spend-2-billion-developing-next-generation-ai/151104

[5] https://www.nextgov.com/emerging-tech/2019/02/darpa-wants-ai-tell-you-when-its-dumb/155081/

[6] https://www.whitehouse.gov/articles/accelerating-americas-leadership-in-artificial-intelligence/

[7] https://www.defenseone.com/technology/2019/03/russias-new-ai-supercomputer-runs-western-technology/155292/

[8] https://www.c4isrnet.com/opinion/2019/02/27/the-white-house-and-defense-department-unveiled-ai-strategies-now-what/

[9] https://www.c4isrnet.com/c2-comms/2019/02/28/the-navys-vision-in-a-new-era-of-information-warfare/

[10] https://www.fifthdomain.com/dod/air-force/2019/02/25/defending-forward-in-the-cyber-arena/

[11] https://www.defenseone.com/ideas/2019/02/rethink-2-nato-defense-spending-should-include-cyber/155051/

[12] https://www.fifthdomain.com/dod/cybercom/2019/02/27/insider-threat-competition-releases-a-cyber-wolf-in-its-flock/

[13] https://www.crowdstrike.com/about-crowdstrike/executive-team/dmitri-alperovitch/

[14] https://aftershock.news/?q=node/473283&full

[15] https://www.washingtonpost.com/world/national-security/us-cyber-command-operation-disrupted-internet-access-of-russian-troll-factory-on-day-of-2018-midterms/2019/02/26/1827fc9e-36d6-11e9-af5b-b51b7ff322e9_story.html?noredirect=on

[16] https://www.washingtonpost.com/world/national-security/nsa-and-cyber-command-to-coordinate-actions-to-counter-russian-election-interference-in-2018-amid-absence-of-white-house-guidance/2018/07/17/baac95b2-8900-11e8-85ae-511bc1146b0b_story.html?utm_term=.d3

[17] http://www.themilitarycoalition.org/veterans-committee-goals.html

[18] https://www.militarytimes.com/opinion/commentary/2019/03/01/shutting-down-russian-trolls-for-a-day-is-not-enough/

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Articolo originale di Leonid Savin:

https://www.geopolitica.ru/en/article/us-troll-farms-ai-and-cyberwar-i

Traduzione italiana di Costantino Ceoldo – Pravda freelance