Il governo italiano al tempo del coronavirus

06.04.2020
L’esplodere dell’epidemia di coronavirus ha visto l’Italia completamente impreparata all’emergenza che il nostro Paese sta ancora vivendo in questi primi giorni di aprile. Le ragioni sono più di una e connaturate sia alla natura intrinseca del popolo italiano, anarcoide fin quasi all’autolesionismo, che alle caratteristiche specifiche della classe dirigente al potere da molti anni. 
 
La Sinistra italiana infatti governa direttamente o indirettamente la nostra sventurata Patria dall’inchiesta giudiziaria Mani Pulite del 1992 (mai sufficientemente analizzata). Da quei giorni oramai lontani, il Partito Democratico italiano non ha mai smesso di mostrarsi disponibile ad ascoltare e prendere in considerazione ogni possibile voce straniera, cedendo spesso con gusto alle richieste di un’Unione che, nelle menti di questi ex comunisti al governo, sostituisce la parola “Sovietica” con “Europea”.
 
I continui tagli alla sanità pubblica italiana approvati da tutti i governi di Sinistra che in questi anni si sono succeduti alla guida della Nazione, tagli che la Sinistra stessa ha sempre difeso con orgoglio come esempio di buona amministrazione, si sono palesati in tutto il loro orrore quando il coronavirus ha imposto all’Italia il bisogno urgente non solo di apparecchiature mediche sofisticate, come i ventilatori polmonari, ma anche di materiale banale come le mascherine facciali o più semplicemente di letti in ospedale. 
 
Il popolo italiano ha così scoperto sulla sua pelle viva, trovandosi in un improvviso stato di necessità mortale, di aver demandato a Nazioni straniere la produzione di molte cose che un tempo l’Italia produceva da sé magari ad un prezzo ragionevole e con una qualità migliore, e quanto fosse in realtà effimero ma letale il valore delle ricette economiche di Bruxelles.  
 
Soprattutto ha avuto conferma una volta di più che l’Unione Europea è germano-centrica e che la sua scala di valori non è quella spontanea del nostro popolo.
 
Tutto questo è stato preceduto dall’atteggiamento del Partito Democratico Italiano che alle prime avvisaglie dell’epidemia, complici i soliti grandi media, ha accusato di fascismo e razzismo coloro che chiedevano controlli medici alle frontiere e il blocco degli arrivi dal territorio cinese. 
 
Ossessionati dal timore di apparire razzisti e fascisti, continuamente preda di riflessi pavloviani al riguardo, i politici della Sinistra italiana inizialmente hanno preferito minimizzare la situazione piuttosto che agire subito in maniera severa, ma la tragica evidenza dei fatti (cioè la conta dei cadaveri) li ha costretti poi a prendere quelle decisioni che altri, non al governo, avevano chiesto fin dall’inizio.
 
È molto difficile dare un giudizio positivo sia su questo governo, nato dopo un ribaltamento politico nell’agosto 2019, che sulla classe politica che lo sostiene: la sfida che l’Italia è costretta a sostenere in questi mesi non è infatti solo medica e sanitaria ma anche politica ed economica.
 
Tuttavia, benché in profonda crisi, la democrazia italiana non ha ancora cessato di esistere: con una di quelle azioni tipicamente italiane e che rendono il nostro Paese a volte così unico e peculiare, il governo in carica è stato… denunciato. La risposta del governo è arrivata quasi subito sotto forma di un tentativo di legge che gli garantisse, di riflesso, una immunità penale. 
 
Tra i promotori della denuncia, vi è l’avvocato Augusto Sinagra [1] che ha accettato di rispondere ad alcune nostre domande.
 
 
1) Vorrebbe spiegare ai lettori perché lei e il suo collega Lonoce ritenete il governo in carica così tanto responsabile per la diffusione del coronavirus nel nostro Paese al punto da denunciarlo?
 
R) Io e il Collega Avv. Lonoce abbiamo chiesto al Procuratore della Repubblica di Roma di verificare se la omissione di qualsiasi provvedimento da parte del Prof. Conte, dell'On. Speranza e della Signorina Lamorgese nel periodo dal 31 gennaio (stato di emergenza) al 23 febbraio (primo timido provvedimento di prevenzione) coinvolga responsabilità dei tre soggetti indicati a titolo di grave omissione colposa e conseguente ipotesi di omicidio colposo plurimo.
 
2) Cos’è lo “scudo penale” di cui si parla in questi giorni?
 
R) Il cosiddetto “scudo penale” è l'emendamento presentato dal PD con l'approvazione del governo al Decreto c.d. “Cura Italia” in sede di conversione in legge alla Camera, con il quale si esonera da responsabilità penale colposa (se non è grave) il personale sanitario e il personale amministrativo e gestionale impegnato a contrastare la diffusione del virus e a curare gli ammalati. Anche il Governo è organo di amministrazione (oltre che Organo costituzionale politico) e così anche i Ministri in quanto Capi di una Amministrazione. È dunque facile, per un PM ben disposto o disattento, ritenere che anche i responsabili politici si possano giovare del c.d. "scudo penale".
 
3)  È costituzionale o, al contrario, è la solita porcata all’italiana?
 
R) Non so se l'emendamento in questione, ove approvato, sia o meno costituzionale. Probabilmente no poiché si tratta in sostanza di una amnistia preventiva e i provvedimenti di amnistia devono essere votati dal Parlamento con procedura di voto aggravata. In ogni caso, è “la solita porcata all'italiana”.
 
4) In Inghilterra alcuni lotti di tamponi per il coronavirus sono risultati contaminati dal virus stesso, con nefaste conseguenze. Non potrebbe essere successo lo stesso in Italia? La magistratura non dovrebbe indagare su questa terribile possibilità?
 
R) Può essere che anche in Italia si siano usati tamponi per il Coronavirus già contaminati dal virus stesso. Certo che la magistratura dovrebbe indagare. Vedremo che farà. Al momento, certo, i Pubblici Ministeri non possono uscire di casa ...
 
5) Come giudica la gestione italiana dell’emergenza coronavirus?
 
R) La gestione italiana dell'emergenza è stata ed è confusionaria, caotica e soprattutto, in molti casi, intempestiva e omissiva. Dobbiamo molto agli aiuti ricevuti da diversi Stati stranieri e, soprattutto, dalla Federazione Russa.
 
6) Lei pensa che gli italiani avranno memoria di questi mesi quando finalmente sarà loro permesso di votare nuovamente?
 
R) Gli italiani normalmente hanno memoria molto corta. Non so se quello che è accaduto condizionerà le prossime votazioni, se sarà consentito al Popolo italiano di votare. Certo è che finita l'emergenza epidemica, la situazione economica della Nazione sarà quella di un dopo guerra, anzi molto peggio. Così anche il precedente della limitazione di diritti e libertà costituzionali (introdotte con il Decreto dell'8 marzo 2020), sarà un precedente molto grave che potrà essere ripetuto per esigenze strumentali e antidemocratiche. Occorrerà vedere quale sarà la situazione nel momento in cui si torna al voto.