La crisi di mezzo agosto

12.08.2019
Il sempre assolato e pigro agosto italiano ha portato quest’anno addirittura una crisi di governo. Invece di pettegolezzi sotto l’ombrellone, birra e cibo a volontà, invece del dolce far niente sotto il sole caldo e splendente, il mese italiano delle ferie per eccellenza ha visto la fine improvvisa dell’alleanza di governo. La coalizione Lega Nord – Movimento 5 Stelle era risultata l’unica possibile dopo le elezioni del marzo 2018 ma il nuovo governo è durato poco più di un anno ed è stato pure un anno difficile e litigioso.
 
Matteo Salvini, l’uomo forte della Lega, si è tirato fuori dall’alleanza diventando subito il bersaglio di attacchi velenosi sia da parte degli ex alleati 5Stelle che… da tutti gli altri. È una situazione che ricorda i due minuti d’odio di Orwell ma che dura molto di più.
 
Non amo particolarmente Salvini e non ho votato per lui alle elezioni dell’anno scorso, preferendogli i 5Stelle. Sono rimasto sorpreso dai voti che la Lega ha ottenuto e non mi aspettavo che Salvini diventasse Ministro dell’Interno e vice Primo Ministro. Comincio a pensare che sia stata una fortuna: ho apprezzato alcune delle sue iniziative, in primis l’aver quasi annullato il traffico di immigrati, africani e non, che l’Europa ci aveva imposto con la complicità della pseudo sinistra italiana e di ONG in stile Soros. 
 
Salvini è considerato un barbaro che parla alla pancia degli elettori. Il suo slogan politico “Prima gli Italiani!” è fumo radioattivo negli occhi della sinistra al caviale che ha dominato incontrastata l’Italia negli ultimi anni.
 
“Prima gli Italiani!” è uno slogan semplice ed efficace: dice che saranno gli Italiani ad essere al centro della politica ed avranno così sicurezza, lavoro, tranquillità. Un condottiero inflessibile ma anche simpatico, un guascone con un po’ di pancia, il Capitano col mojito in mano che molti volevano.
 
Benché non gli piaccia ricordarlo, anche i 5Stelle parlano alla pancia degli elettori ma in una maniera più aristocratica ed ingessata. Sono i bravi ragazzi che fanno i compiti a casa, i cocchi della maestra, hanno i capelli in ordine e ascoltano la mamma. Non dicono mai bugie e non mangiano la marmellata di nascosto. Perciò, quando scelgono lo slogan “L’onestà deve tornare di moda!” non si accorgono che si autocondannano al fallimento. Se l’onestà non è più di moda, significa che è il suo contrario ad esserlo: cioè gli italiani sono per la maggior parte dei delinquenti. Per quale motivo dovrebbero allora votare un partito che promette manette e galera a tutti i furfanti? Il Movimento 5Stelle non ha ottenuto i numeri per governare da solo ed in realtà è perfino strano che abbia ottenuto la percentuale che detiene in questo parlamento.
 
Il Movimento 5 Stelle è naturalmente antitetico a tutte le tradizionali forze politiche italiane ed è condannato a sottoscrivere con ogni alleato dei contratti di governo impossibili da realizzare completamente. Per giunta, alcuni degli attuali parlamenti 5Stelle provengono dal Partito Democratico Italiano (gli ex-comunisti italiani) e questo fa capire che l’alleanza di governo doveva essere con il PD piuttosto che con la Lega ma i numeri hanno deciso diversamente.
 
I 5Stelle sbagliano: la riforma della giustizia pensata dal ministro Bonafede è particolarmente severa e orientata a ripristinare l’autorità dello Stato. Non sarebbe mai stata votata dal PD, un partito politico che andrebbe tassato perché negli ultimi anni ha contribuito e ancora contribuisce a riempire le galere italiane con i suoi politici corrotti. Accusare la Lega di aver rotto l’alleanza di governo perché ostile alla riforma della giustizia significa dire una mezza verità (forse neanche questa) e per giunta contro un bersaglio facile.
 
Ho votato 5Stelle, pieno di entusiasmo, perché ero convinto che ci sarebbe stata una svolta chiara e definitiva nella politica italiana, ma devo oramai riconoscere che quando i 5 Stelle non sono ingenui sono spesso incompetenti e vigliacchi. Lo hanno dimostrato appena al governo con la legge di bilancio: l’Europa impone di fare bilanci con un deficit massimo al 3%, noi ne facciamo uno al 2,4% quindi rispettando ampiamente il limite ma no, Bruxelles ci ordina di scendere ancora e noi caliamo le braghe fino al 2,04%. Allora perché mettere il limite al 3%? Parigi lo sfora regolarmente e impone alle sue ex colonie in Africa il Franco Coloniale Francese che di fatto è una moneta parallela vietata dai trattati europei, ma nessuno fiata. La Germania ci abbaia contro, ordinandoci di rispettare le sanzioni contro la Russia e che danneggiano più noi che i russi. Berlino però sta ultimando il gasdotto North Stream 2 che porterà il metano russo in Europa e la Siemens, tra i tanti esempi, ha venduto turbine ai Russi per le loro centrali elettriche in Crimea.
 
Tempo fa chiesi in un articolo quanta paura fosse giusto ci concedessimo, noi italiani, nei confronti di uno sciancato tedesco in carrozzina e della sua padrona ex DDR. Adesso rispondo: nessuna. L’economia italiana per il momento è ancora più dinamica di quella tedesca, che basa la sua forza soprattutto su un surplus commerciale estero che ha largamente attirato le ire dell’amministrazione Trump. Il nostro esercito in questo momento è più forte di quello tedesco, svirilizzato, femminizzato e sotto equipaggiato. Atomiche a parte, la nostra forza militare è paragonabile a quella francese: le migliori unità dell’esercito italiano (Folgore, Sassari, Lagunari, 9° Col. Moschin) potrebbero tutte impartire alla Legione Straniera Francese una lezione sanguinosa e difficile da dimenticare. Ma non sarà così per sempre. Salvini è l’unico che cerca di costruire un dialogo con le forze armate, è l’unico che mostra rispetto per i sacrifici e i rischi che corrono i corpi di polizia, senza darli per scontati. I 5Stelle purtroppo non hanno saputo fare niente di meglio che imporre come ministro della Difesa una donna, Elisabetta Trenta, semplicemente odiata da generali e ammiragli. 
 
È emerso in questi giorni che i servizi segreti tedeschi, il BND, contribuiscono a gestire il flusso di immigrati contro l’Italia. È così che si comporta un alleato del nostro Paese? L’Italia è lo zimbello di un Europa germanizzata che vuole spolparci per salvare banche tedesche e a riempirci di immigrati impossibili da integrare, così da seminare il caos tra noi e renderci ancora più deboli.
 
Dove sta quindi la differenza con la Germania di frau Merkel von DDR e la Francia di monsieur le president Marie Macronette, il toyboy dell’Eliseo?
 
Tedeschi e francesi sono uniti, noi no. Se litigano su questioni di politica interna, su quelle internazionali mostrano al mondo un volto unito mentre noi siamo perennemente divisi su tutto. Qui da noi un Sandro Gozi (PD) [1] può diventare consulente agli affari europei nel governo Macron, quando era già stato sottosegretario agli affari europei nei governi italiani Renzi e Gentiloni. Qui da noi un Andrea Marcucci (PD) scrive una lettera di scuse [2] all’ambasciatore francese, richiamato a Parigi per problemi tra Italia e Francia. Qui da noi Matteo Orfini Graziano Delrio e Davide Faraone (tutti del PD) salgono a bordo della nave di Carola Rackete [3] per solidarietà con gli immigrati e un Ivan Scalfarotto (PD) va in carcere a trovare l’assassino americano di un carabiniere italiano [4] per essere sicuro che sia trattato umanamente. 
 
Chi farebbe una cosa simile in Francia o in Germania?
 
I 5 Stelle stanno cercando nuovi alleati. L’ex presidente del consiglio Matteo Renzi, l’uomo con il gelato in mano [5], si è mostrato disponibile a costo di uno scisma dentro il PD. Capisco la fretta di Renzi: alcune voci dicono che abbia partecipato al dossier falso contro Trump e che The Donald voglia la sua testa, magari letteralmente. Un posto nel nuovo governo potrebbe quindi metterlo al sicuro per qualche tempo.
 
Salvini ha visto Steve Bannon poco prima della crisi di governo e deve aver dato agli americani delle garanzie che i 5Stelle non hanno potuto o voluto dare, forse perfino garanzie che riguardano una futura guerra contro l’Iran. Salvini sa che il suo gioco potrebbe fallire ma ha accettato il rischio. I 5Stelle volevano fregarlo, alleandosi con il PD, in preda ad una furia giustizialista che vede Salvini perfino agente di Putin in una versione italiana del Russiagate. Ma Salvini ha visto il loro gioco ed ha rilanciato: cari 5Stelle, vi arrabbiate per questo? Vi siete messi in testa di riformare l’Europa da dentro convinti che la Germania entusiasta vi lasci fare. Se l’Europa fosse riformabile, non esisterebbero i PIIGS e la Grecia non sarebbe nella situazione in cui si ritrova. Chi è l’ingenuo qui? Cari 5Stelle, non è Salvini il problema dell’Italia.
 
In questi giorni, la grande e progressista stampa italiana ha orientato i suoi cannoni mediatici contro Salvini, sparando a piena potenza. Molti blogger hanno fatto lo stesso e tra di loro anche qualcuno che vive all’estero, orgoglioso di essere il maggiordomo di qualche tedesco importante.
 
Il 10 agosto è stato l’anniversario della morte di Nazario Sauro [6], l’istriano che in nome dell’amore per il nostro Paese, da suddito austriaco, scelse l’Italia come sua patria e per l’Italia combatté durante la Prima Guerra Mondiale. Sapeva quale poteva essere la sua fine: catturato dagli austriaci, fu impiccato come traditore dell’Impero il 10 agosto 1916 a Pola. Sì, maggiordomi che fate i servi all’estero e guardate con disprezzo noi qui in Italia perché secondo voi non sappiamo vivere: sono esistiti uomini come Sauro ed hanno servito l’Italia. Sono esistiti uomini così ed esistono ancora, solo aspettano con disperata pazienza il loro momento: è questo che spaventa i vostri padroni e voi, servi infami.
 
Nazario Sauro scrisse due lettere testamento, una alla moglie ed una al figlio, Nino:
 
Caro Nino,
tu forse comprendi od altrimenti comprenderai fra qualche anno quale era il mio dovere d'italiano. Diedi a te, a Libero ad Anita a Italo ad Albania nomi di libertà, ma non solo sulla carta; questi nomi avevano bisogno del suggello ed il mio giuramento l'ho mantenuto. Io muoio col solo dispiacere di privare i miei carissimi e buonissimi figli del loro amato padre, ma vi viene in aiuto la Patria che è il plurale di padre, e su questa patria, giura o Nino, e farai giurare ai tuoi fratelli quando avranno l'età per ben comprendere, che sarete sempre, ovunque e prima di tutto italiani! I miei baci e la mia benedizione. Papà. Dà un bacio a mia mamma che è quella che più di tutti soffrirà per me, amate vostra madre e porta il mio saluto a mio padre.”
 
Parole simile e il sacrificio di chi le scrive, di tutti coloro che le hanno mai scritte e pensate, rendono molto spesso la politica italiana uno spettacolo desolante da guardare. Riderei, se non fosse una tragedia. Perciò non paragonerò Salvini a Nazario Sauro, stiano pure tranquilli i maggiordomi che volontariamente si buttano via in Germania. Voglio però dire una cosa, che dico a tutti e quindi anche a voi, scemi 5Stelle: non è l’onestà che deve tornare di moda, è la Patria.