La Russia salverà (di nuovo) l'Occidente? O salverà proprio il mondo….

23.09.2019

L'era della rappresentazione della Russia come “impero del male” sta volgendo al termine, forse non per sempre, ma sicuramente in relazione a due fattori a lungo termine. Innanzi tutto un cambiamento nella gerarchia degli obiettivi americani, e in secondo luogo, il riorientamento (eventualmente persino la riorganizzazione) dell'Unione Europea.

In effetti, la domanda è se la Russia oggi si vendicherà della Cina per la diplomazia del ping-pong tra il presidente Mao e il presidente Nixon– e rimane una delle questioni geopolitiche più importanti del mondo e della Storia. Se i russi decidono di accettare un'offerta americana abbastanza chiara, assumendo la posizione di ala americana in una lotta del capitalismo industriale reazionario alla Donald Trumpcontro il nuovo centro emergente del capitalismo finanziario a Pechino e Shanghai, probabilmente sistemeranno di nuovo (come mai prima in passato) il gioco globale per lungo tempo. In questa opzione, tuttavia, il dubbio non sarebbe sul semplice ripristino, ma molto di più: l'attuale divisione in Occidente e Oriente smetterebbe di essere valida e Mosca dovrebbe essere riconosciuta come una delle capitali uguali del vittorioso (forse ...) sistema economico e politico mondiale.

   Tale soluzione è supportata dalle tendenze ancora forti dell'occidentalizzazione nella leadership politica russa (la Nuova За́падничество - Occidentalizzazione), nonché dalla natura dell'economia della stessa Federazione Russa. È noto che anche noi, in quanto cittadini dell'Europa centrale, siamo ora convinti di questa opzione e siccome siamo al guinzaglio più corto dal lato di Washington, siamo quindi particolarmente obbedienti alle istruzioni provenienti da questa direzione. Bene, ma contrariamente a quanto dicono gli americani ai russi - il numero di punti di contesa tra Mosca e Pechino è trascurabile, per non dire nessuno. Quindi perché la Russia che sta addirittura chiudendo una direzione del conflitto, con l'Occidente (come si è scoperto, in realtà, non molto aggravante) dovrebbe aprirne un'altra in Estremo Oriente, area molto più in fase di sviluppo e orientata al futuro?

Ma anche per questa domanda retorica è stata trovata una risposta semplice. Ci sono alcuni centri notevolmente rafforzati che convincono i russi di essere... “dipendenti dalla Cina”. Affinché possano interrompere questa dipendenza, devono partecipare alla competizione, ad esempio nell'area dell'Asia centrale, in una parola: comportarsi nei confronti della Repubblica Popolare Cinese più o meno come la Polonia e la Lituania oggi fanno nei confronti della Federazione russa. Beh, certo, la Russia non è un accaparratore occidentale, e probabilmente non lo sarà mai, quindi il paragone potrebbe sembrare sbagliato - ma anche gli esempi polacchi o rumeni dovrebbero essere sufficientemente ripugnanti da consentire ai governanti russi di soprassedere questa volta a tali “buoni consigli”.

Il fattore tempo e reciprocità

D'altra parte, la Russia, inoltre, non è desiderosa di intraprendere azioni opposte, ad es. impegnarsi in qualsiasi internazionale anti-americana. Questa lezione di una diplomazia tradizionale è stata ben compresa al Cremlino e al Ministero degli Affari Esteri russo - sulle uniche e migliori alleanze con il proprio esercito e la propria flotta. Grazie a loro i russi sono oggi uno degli attori decisivi in ​​Medio Oriente, cosa che a sua volta aiuta, ad esempio, uno dei paesi dipendenti più vicini della NATO, la Turchia, a fare una svolta geopolitica e d’indipendenza. Questa è solo una potenziale, ma esistente possibilità, di una soluzione a colpo singolo della crisi ucraina (se qualcuno inizia a giocare di nuovo la carta Kiev) grazie alla quale è stata fermata l'escalation in questa regione del mondo, (e dovremmo essere tutti grati al Cremlino). Soprattutto, è la continuazione della propria potenza che dà alla Russia ciò di cui ha più bisogno: IL TEMPO.

    La Russia ha bisogno di tempo per accelerare la modernizzazione interna, per aumentare la propria sfera sociale e infrastrutturale al livello già raggiunto dalle possibilità politiche russe. Quindi, la pacificazione ai confini è nel miglior interesse di Mosca. Ma non in cambio di entrare in altri conflitti e in generale, non a tutti i costi. Come si vede sempre più anche nelle pubblicazioni ufficiali, la diplomazia moderna non nega più il principio “Do ut des”, concorda sul fatto che la reciprocità rimane cruciale, ma nessuno è in grado di indicare cos'altro (oltre a ridurre la tensione) l'Occidente possa offrire alla Russia.

L'unica cosa rimasta agli agitatori è che a Mosca agisce ancora lo stesso fascino di accarezzare e “dare ai barbari orientali il certificato dei valori occidentali”, che ha funzionato 300, 200 e 30 anni fa. Ma speriamo che anche i russi ricordino che, fino ad ora, quando un “buon amico” ha distratto la Russia dagli affari orientali e li ha trascinati in Europa, ha provocato solo enormi problemi, perdite, distruzione e la necessità di iniziare tutto quasi dall'inizio ...

Bene, ma saranno gli stessi russi a decidere: se questa attività pagherà e a quali condizioni. Ma per quanto riguarda le conclusioni per noi, gli abitanti del resto d'Europa?

Soros cambia tono?

Le conclusioni generali sono chiare quanto corrette: in un modo o nell'altro, la distensione globale nei rapporti con la Russia sta finalmente arrivando. Anche se addirittura alla maniera di D. Trump, anche la Vecchia Unione si sta impegnando per farlo, con Francia e Germania all'avanguardia. Ciò è dovuto principalmente alla crisi dell'intera Unione Europea e delle sue componenti di base, a causa della necessità di risolvere i crescenti problemi sociali ed etnici, a causa della pressione di società che chiedono cosa, ad esempio, faccia il presidente Putin, e ciò significa: concentrarsi sui propri affari, invece di schemi di polarizzazione-alienazione e ricerca permanente di slogan di propaganda.

    Tuttavia, tengono duro, anche se i loro sostenitori hanno anche dovuto cambiare le loro aspettative e riorientare le loro strategie. Così il presidente Trump vorrebbe andare d'accordo con la Russia per trascinarla nel suo conflitto con la Cina - George Soros vorrebbe invariabilmente che la Russia diventasse parte del Nuovo Ordine Mondiale, progetto di globalizzazione basato sui principi del capitalismo finanziario universale e slogan di democrazia liberale e “società aperta” e così via o almeno non sostenesse i nemici di questo costrutto, come Mosca era solita essere vista in tali ambienti. “Pace per la democratizzazione” - questa è stata l'offerta dei Soros fino a poco tempo fa, o più precisamente: “Pace in cambio di resa e allineamento”. Oggi, tuttavia, l'indebolimento del centro occidentale di Soros renderebbe assurda tale transazione, così hanno riformulato la loro proposta in “Pace, solo pace e lascia che questi nostri non guardino al tuo fianco!”.

La versione di Bruxelles del progetto europeo (ancora dipendente dall'America, ma leggermente diversa ideologicamente dagli Stati Uniti) per sopravvivere deve anche rafforzare e cambiare le sue priorità, ma non su questioni estere (come deve fare Trump), ma interne. Quindi Parigi e Berlino e, dietro di loro, meno dipendenti dall'America, i centri più piccoli, non vedono più il senso di mantenere uno scontro con la Russia. Soprattutto in una situazione in cui in Francia, Germania e soprattutto in Italia le tendenze di base sono sempre più forti nel cooperare direttamente con i russi sulla base di valori, contenuti e interessi estremamente contrari a quelli su cui è stato costruito il sovrastato di Bruxelles.

    E questa è la risposta alla domanda del titolo. L'America vorrebbe la partecipazione della Russia (e, in misura minore, anche altri centri di rafforzamento, compresa l'Europa) in tale transizione che manterrebbe il più possibile l'attuale forma unipolare del mondo, o almeno Washington ha bisogno di aiuto per garantire la posizione degli Stati Uniti in realtà multipolari. Questa è certamente un'offerta più interessante rispetto alle condizioni e ai rapporti attuali, ma è l'unica? Bene, non possiamo dimenticare le minacce esistenti. Le élite europee rappresentano un progetto in difesa, sulla difensiva, ma ancora pericoloso, che sostituisce l'unipolarità con la globalizzazione basata sul monoideismo liberale di Popper. È possibile un terzo progetto, un progetto basato sulla sovranità delle società, sulla loro vera identità? Per molti, questo sembra essere ancora solo Utopia - e forse questa è solo un'altra missione russa (come nel 1812 e nel 1945). Tuttavia, può essere realizzato solo con la consapevolezza e la partecipazione di tutti noi.

Intervento tenuto durante il III Forum di Chișinău “Oltre il Momento Unipolare: Prospettive sul Mondo Multipolare”, 20-21 settembre 2019

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Articolo originale di Konrad Rekas:

https://www.geopolitica.ru/en/article/will-russia-save-west-again-or-just-will-save-world

 

Traduzione di Costantino Ceoldo