La Turchia accusa gli USA di sostenere l'ISIS ma ignora il proprio sostegno

20.11.2017
Le relazioni tra Turchia e Stati Uniti sono tese. Il suo riavvicinamento [della Turchia] alla Russia e la normalizzazione dei rapporti con l'Iran, comprese le relazioni commerciali con entrambi i Paesi, fanno infuriare Washington.
 
Con la seconda maggiore forza militare della NATO, Ankara si sta sempre più inclinando verso est e verso ovest, un punto dolente per la NATO dominata dagli Stati Uniti.
 
Settimane prima, il Presidente Erdogan ha detto “…a Washington sono impazziti perché abbiamo fatto l'accordo sugli S-400 [sistema di difesa aerea] con la Russia”.
 
[Ergdogan] È furioso per il sostegno degli Stati Uniti ai combattenti curdo-siriani dell’YPG, li considera un'estensione del fuorilegge Partito dei Lavoratori Curdi (PKK) della Turchia.
 
Venerdì, ha accusato Washington di sostenere l'ISIS, oltre a non aver smesso di sostenere le forze curde nelle aree siriane liberate dai suoi combattenti, affermando:
 
“Washington ha detto che stava combattendo Daesh [ISIS], ma che cosa ha fatto invece? Ha dato a Daesh un sacco di dollari.”
 
“Non vogliamo entrare in una relazione di alleanza con loro su Afrin [nel nord della Siria]. Gli Stati Uniti hanno costantemente violato i nostri accordi.”
 
“A Manbij, in Raqqa. Quando ci offrimmo di lavorare insieme, promisero che non sarebbe rimasto un solo membro del PYD [Partito Democratico Curdo Siriano]. Non preoccuparti.”
 
Washington “non mantiene la parola”. Erdogan ha in precedenza affrontato il Segretario alla Difesa James Mattis sul sostegno degli Stati Uniti ai combattenti dell'YPG. È preoccupato per un Kurdistan indipendente al confine con la Turchia.
Il mese scorso, ha rimproverato aspramente Washington per aver “sacrificato” i rapporti con Ankara, incluso l'ambasciatore John Bass “che non sa quale sia il suo posto”.
 
Ha fatto riferimento alla sospensione dei visti degli Stati Uniti ai cittadini turchi, promettendo ritorsioni, aggiungendo con decisione “non abbiamo bisogno di voi”.
 
L’accusare Washington di sostenere l'ISIS è l'ultimo segnale sulle relazioni tese, allo stesso tempo ammorbidite con la Russia - buone notizie, ma non solleva Erdogan dalla responsabilità di aver sostenuto l'ISIS, come discusso in precedenti articoli.
Quando i suoi combattenti controllavano la maggior parte del territorio siriano, la Turchia era coinvolta nel contrabbando di petrolio dell'ISIS, nella raffinazione e nella vendita per centinaia di milioni di dollari sul mercato nero, Erdogan e i suoi familiari ne approfittavano enormemente.
 
La sorveglianza aerea russa ha osservato e fotografato un “oleodotto vivente”: veicoli che si muovevano a perdita d'occhio oltre l'orizzonte, 24 ore su 24, diretti verso la Turchia, che ritornano vuoti per ricaricare e ripartire.
 
Sergey Lavrov ha spiegato che funzionari turchi di alto livello “proteggono con cura ogni informazione sulle loro operazioni di contrabbando di petrolio. È trasportato nell'area in cui è stato abbattuto l'aereo russo e dove si trovano le infrastrutture terroristiche, depositi di armi, munizioni e centri di controllo”.
 
L'ISIS ed altri terroristi si sono mossi liberamente avanti e indietro sul confine tra Turchia e Siria - al-Nusra ed altri gruppi ancora supportati, trovando un rifugio sicuro in territorio turco.
 
Erdogan che rimprovera il sostegno degli Stati Uniti all'ISIS ignora i suoi legami con i gruppi terroristici. Non ci si può fidare.
Ha ambito per lungo tempo l’annessione del nord della Siria alla Turchia, [ma] ora è arrabbiato per il sostegno degli Stati Uniti ai combattenti curdi e il controllo del territorio, sul quale vuole estendere il confine sud-orientale della Turchia.
 
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Articolo originale di Stephen Lendman:
Traduzione di Costantino Ceoldo – Pravda freelance