L'Unione Europea pronta ad aiutare gli Stati Uniti a contrastare la Cina

25.06.2021

Nell'aprile 2021, l'Uunione Europea ha adottato la sua Strategia per la cooperazione nell'Indo-Pacifico [1], che è stata firmata dai 27 ministri degli esteri degli Stati membri della UE.

Le conclusioni del comitato speciale che ha sviluppato la strategia mostrano che l'Unione Europea riconosce la crescente importanza della regione e riafferma il proprio impegno a rafforzare il proprio ruolo nella cooperazione con i partner in quella parte del mondo.

L'interesse della UE è comprensibile: la regione indo-pacifica è uno dei centri economici e strategici del mondo e produce il 60% del PIL mondiale. Entro il 2030, vivrà in questa regione la stragrande maggioranza dei 2,4 miliardi dei nuovi componenti la classe media mondiale che entreranno nell'economia globale.

L'Unione Europea giustifica inoltre i propri interessi affermando che la cooperazione nella regione indo-pacifica è fondamentale per l'attuazione dell'agenda globale della comunità internazionale, compresi gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. E qui, Bruxelles cita l'assistenza umanitaria, la lotta ai cambiamenti climatici, la perdita di biodiversità, l'inquinamento e il contributo al rispetto del diritto internazionale, compresi i diritti umani e la libertà di navigazione.

La strategia focalizza anche l'attenzione sul Mar Cinese Meridionale, attraverso il quale passa una parte significativa del commercio marittimo.

Come si afferma nel comunicato stampa del Servizio Europeo per l'Azione Esterna dell'Unione: “Ecco perché i ministri degli esteri della UE hanno deciso di rafforzare l'attenzione strategica, la presenza e le azioni dell'Unione Europea nell'Indo-Pacifico. L'approccio e l'impegno saranno basati su una prospettiva a lungo termine, con l'obiettivo di contribuire alla stabilità, alla sicurezza, alla prosperità e allo sviluppo sostenibile della regione, basati sulla promozione della democrazia, dello stato di diritto, dei diritti umani e del diritto internazionale.”

Due cose sono immediatamente evidenti in questo approccio.

In primo luogo, l'UE sta copiando la narrativa della “regione indo-pacifica” degli Stati Uniti, che in precedenza avevano adottato una strategia simile e stanno ora attuando i cambiamenti necessari, soprattutto per quanto riguarda la leadership militare e politica.

Vale la pena ricordare che, nel 2022, il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha in programma di investire [2] 66 miliardi di dollari nella regione indo-pacifica.

Tuttavia, questo fa parte della Pacific Deterrence Initiative degli Stati Uniti (piuttosto che dell'Indo-Pacifico), che mira a migliorare “capacità, postura, formazione e prontezza degli Stati Uniti, insieme a quelle dei nostri alleati e partner chiave”. In effetti, la maggior parte degli investimenti del Pentagono in una Joint Force più letale, resiliente e pronta è diretta o indiretta a sostenere questo imperativo strategico.

Il 9 giugno 2021, il Segretario alla Difesa degli Stati Uniti ha annunciato che il suo dipartimento aveva rivisto la propria strategia sulla Cina. “Le iniziative che sto proponendo oggi sono nidificate all'interno del più ampio approccio del governo degli Stati Uniti alla Cina e contribuiranno a informare lo sviluppo della strategia di difesa nazionale su cui stiamo lavorando”, ha affermato il segretario alla Difesa Lloyd Austin. “Gli sforzi che sto dirigendo oggi miglioreranno la capacità del Dipartimento di rivitalizzare la nostra rete di alleati e partner, rafforzeranno la deterrenza e accelereranno lo sviluppo di nuovi concetti operativi, capacità emergenti, posizione futura delle forze e una forza lavoro civile e militare modernizzata”.

Il segretario alla Difesa supervisionerà direttamente le politiche, le operazioni e l'intelligence del Dipartimento della Difesa relative alla Cina poiché le raccomandazioni del gruppo target sono incorporate nelle revisioni in corso e nei processi a livello di dipartimento.

Per gli Stati Uniti, questa riorganizzazione è associata alla crescente influenza della Cina. Include anche un rafforzamento del Dialogo Quadripartito sulla Sicurezza tra Stati Uniti, India, Giappone e Australia.

L'Unione Europea, a quanto pare, ha deciso di sostenere queste iniziative statunitensi. Questo è il secondo punto. A partire dal rapporto “UE-Cina – Una prospettiva strategica” pubblicato nel marzo 2019 [4], che descrive la Cina come “un rivale sistemico che promuove modelli di governance alternativi”, Bruxelles ha copiato passo dopo passo le narrazioni anti-cinesi di Washington adattandole al suo propria politica estera. Nel frattempo, anche il vertice del G7 tenutosi nel Regno Unito l'11 giugno aveva un'agenda e si discuteva di un'azione coordinata contro la Cina.

Coloro che sono a favore del coinvolgimento dell'UE in questa agenda sostengono che, invece di rimanere senza denti, l'Europa dovrebbe darsi da fare attivamente nella regione. E questa posizione è ovviamente supportata dall'India. Shreya Sinha della Jawaharlal Nehru University osserva [5] che “la Strategia arriva in un momento di ascesa senza precedenti della Cina su scala globale. Mette l'Unione ai ferri corti con la Cina mentre Pechino continua a minacciare la sicurezza dell'area rivendicando la sovranità indiscutibile sulla linea delle nove linee nel Mar Cinese Meridionale. Storicamente, le relazioni Europa-Cina indicano numerosi casi in cui la UE e la Cina si sono trovate ai ferri corti. Inoltre, negli ultimi anni in particolare, l'Unione non solo è stata preoccupata per la provocazione cinese dei Paesi europei che li spingeva ad adottare una "politica di una sola Cina" senza eccezioni, ma anche per l'assalto della Cina all'indipendenza di Hong Kong e l'affermazione della Cina di una diplomazia da lupo guerriero attraverso la sua politica estera… Una strategia ben elaborata deve essere abbinata a una solida attuazione per emergere come un efficace dispositivo di cambiamento. Sebbene l'avvento della strategia indo-pacifica della UE le dia un biglietto per un [intero] reame e l'accesso a una regione che sta definendo l'attuale ordine globale, è imperativo che non soccomba all'irrilevanza diventando una tigre sdentata così da arrivare piuttosto all'attualizzazione della UE come attore geopolitico globale veramente strategico.”

Sfortunatamente, affermazioni come queste sono più un incitamento che il desiderio che l'Unione Europea sia un'entità sovrana quando prende decisioni su questioni globali. La UE può diventare un vero attore geopolitico solo quando si libera dell'influenza statunitense. E non fa differenza se la strategia è per il Pacifico, l'India o la regione artica.

Anche negli Stati Uniti ci sono opinioni sobrie sullo stato delle cose nella regione e sulla necessaria risposta alla Cina. Lyle Goldstein, del Naval War College degli Stati Uniti, ha sottolineato un numero enorme di contraddizioni nella strategia indo-pacifica americana, che ricorda il “momento unipolare” nel 1992 e che anche la rivalità sino-indiana non dovrebbe influenzare gli interessi degli Stati Uniti. Scrive [6]: “L’infrastruttura indo-pacifica si è basata a lungo sulla retorica e sull'ideologia, ma non è riuscita a confrontarsi seriamente con i cambiamenti sottostanti negli equilibri di potere regionali che devono provocare una nuova strategia degli Stati Uniti basata sul realismo e la moderazione. L'amministrazione Biden non dovrebbe trascurare le debolezze fondamentali della precedente strategia. La nuova squadra farebbe bene a scartare la vecchia strategia e ricominciare da capo.”

[1] https://eeas.europa.eu/headquarters/headquarters-homepage/96741/eu-strategy-cooperation-indo-pacific_en

[2] https://comptroller.defense.gov/Portals/45/Documents/defbudget/FY2022/FY2022_Budget_Request_Overview_Book.pdf

[3] https://www.defense.gov/Newsroom/Releases/Release/Article/2651534/secretary-of-defense-directive-on-china-task-force-recommendations/

[4] https://ec.europa.eu/info/publications/eu-china-strategic-outlook-commission-contribution-european-council-21-22-march-2019_en#:~:text=Search-,EU-China%20Strategic%20Outlook%3A%20Commission%20and%20HR%2FVP%20contribution,(21-22%20March%202019)&text=Against%20the%20backdrop%20of%20China's,the%20related%20opportunities%20and%20challenges.

[5] https://www.e-ir.info/2021/05/19/opinion-the-coming-of-age-of-the-european-unions-indo-pacific-strategy/

[6] https://www.lawfareblog.com/indo-pacific-strategy-recipe-disaster

 

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Articolo orginale di Leonid Savin:

https://www.geopolitica.ru/en/article/eu-ready-help-us-counter-china

Traduzione di Costantino Ceoldo