Miserie italiane

14.03.2018
Nella tensione di questo apparentemente eterno post voto del 4 marzo, hanno cominciato a spiccare le caratteristiche proprie dell’animo italico. Esse si assommano agli accadimenti della vita quotidiana, diversi dalla contesa elettorale, magari ad essa di poco precedenti o di poco seguenti, ma tutti facenti parte di quelle che potremmo oramai definire le miserie italiche, scandite dallo scorrere dei tempi.
 
Tempi di sconforto. Non ci si dovrebbe stupire che il Movimento 5 Stelle abbia ottenuto il 32% dei voti, quanto invece che esista ancora un 14% di italiani che vota il partito di Berlusconi, un 18% il Partito Democratico (erede solo a parole della sinistra comunista più gloriosa e genuina) e un 19% scarso che vota la Lega Nord di Matteo Salvini. Sul piano politico, i partiti politici tradizionali non si sono ripresi dallo shock dei risultati elettorali e sono ancora alle prese con le prime due fasi dell’elaborazione del loro personale lutto politico: negoziazione-rifiuto e rabbia. I meridionali italiani hanno votato in massa 5 Stelle. Piuttosto che pensare che proprio dal Sud dell’Italia potesse partire una vera stagione di rinnovamento (o forse proprio temendola), come per incanto, un paio di giorni dopo i risultati elettorali, si è diffusa la notizia di lunghe code di Italiani del Sud presso i centri informativi. Tutti in fila per sapere come ottenere il famoso reddito di cittadinanza che altro non sarebbe se non un sussidio di disoccupazione ben articolato. I grandi media mainstream, quelli che Paul Craig Roberts in America chiama le presstitutes dell’informazione, hanno rilanciato la notizia facendola diventare virale. Si tratta però di una notizia falsa, una fake news per dirla nella neolingua imperante oggi. Pur essendoci delle smentite notevoli da parte di alcuni giornali 
la notizia si è radicata come era purtroppo naturale che succedesse. In sostanza, qualcuno ha urlato urbi et orbi l’idea che gli elettori 5 Stelle del Sud Italia sono tutti cialtroni e che quindi hanno votato un partito fuori dagli schemi perché garantirebbe loro privilegi da plebi urbane. Pochi si sono fermati a riflettere sulla profonda offesa che con questa menzogna è stata arrecata al popolo italiano, a tutto il popolo italiano, alla sua dignità, al suo decoro. Al contrario, questa bugia si è diffusa come una verità assodata, con la pervicace creduloneria tipica di un popolo che si odia e vuole scomparire dalla Storia. I soliti leoni da tastiera, gli immancabili guerrieri a parole del web, sui social network hanno dichiarato l’inutilità della democrazia parlamentare, auspicando il ritorno della dittatura. Chiaramente di una destra fascista la quale, tra le altre cose, restituirebbe a Roma il decoro olimpico sottrattole ingiustamente dal suo attuale sindaco, la (per noi splendida e meravigliosa) signora Virginia Raggi. Posso immaginare il disappunto di Silvio Berlusconi quando si è visto sorpassare da Matteo Salvini, ma voglio credere che Salvini non sperasse davvero di avere voti al Sud: dopo tutti gli anni in cui la Lega ha blaterato di secessione dal Sud Italia, visto come una palla al piede piena di mafiosi e di genti pigre ed onte, è difficile credere che i meridionali avrebbero votato proprio per il partito di Salvini. Offendere oggi potenziali elettori non è certo un buon modo per ottenere i loro voti domani.
 
Tempi di (in)coerenza. L’ex Primo Ministro Matteo Renzi è stato ancora eletto nel Parlamento Italiano. Come senatore. In quello stesso Senato della Repubblica che lui aveva cercato di abolire perché lo riteneva inutile, proprio con il referendum costituzionale del dicembre 2017 che la maggioranza degli italiani ha invece bocciato.
 
Tempi di confusione (e smarrimento). Il signor Toni Iwobi [qui: https://it.wikipedia.org/wiki/Toni_Iwobi ], nato in Nigeria nel 1955 , è il primo africano-italiano eletto nel Parlamento italiano. Proprio nelle fila della…. Lega Nord di Matteo Salvini. Per sua stessa orgogliosa ammissione, in signor Iwobi è arrivato in Italia circa 40 anni fa con un permesso di studio, si è laureato in economia aziendale, ha avviato una sua piccola azienda e ha sempre vissuto nella legalità. I buonisti della sinistra sono rimasti confusi e smarriti: ritenevano di avere l’esclusiva dei migranti ma a quanto pare non è così.
 
Tempi di furore. La signora Lavinia Flavia Cassaro, di professione insegnante, ha ritenuto di approfittare fino in fondo del suo diritto costituzionale a manifestare pubblicamente il proprio dissenso, insultando in vari modi i poliziotti presenti ad una manifestazione contro la “minaccia fascista” nella Torino pre-voto. Insulti pesanti ma anche auguri di morte (con una bottiglia di birra in mano). Qui il video: https://www.youtube.com/watch?v=q_LuICzjwsg
 
Mi chiedo se la polizia americana si sarebbe comportata diversamente da quella italiana ma la mia è, chiaramente, una domanda che non avrà mai risposta.
 
Tempi di cannibali. Nella ridente (si fa per dire) cittadina italiana di Macerata, poco prima delle elezioni, la povera diciottenne Pamela Mastropietro è stata violentata. Poi è stata uccisa. Poi è stata fatta a pezzi. Poi alcune parti del suo corpo sono state mangiate dagli assassini: un gruppetto di nigeriani, che alcuni ritengono fare parte della mafia nigeriana. La dinamica dell’omicidio, la ritualità e la precisione dei tagli con i quali la povera vittima è stata fatta a pezzi, hanno indotto qualcuno a credere che i suoi assassini seguano la Regla de Ifa nigeriana. Questo assassinio, così a ridosso delle elezioni, ha scosso molto gli animi della popolazione anche se mai quanto l’animo della madre della povera Pamela. La sinistra benpensante si è trovata in difficoltà, prigioniera come è del suo sogno melting-pop e ancora adesso è difficile recuperare informazioni sul proseguo dell’inchiesta. È roba che scotta, soprattutto per chi vive con gli unicorni rosa sul ponte arcobaleno. Ma ecco che arriva un provvidenziale antieroe a ripristinare l’equilibrio: il signor Luca Traini, in preda a un vendicativo furore razzista, il giorno dopo la scoperta dei resti della povera Pamela, ha preso la sua pistola regolarmente autorizzata e ha aperto il fuoco contro degli immigrati africani. Per fortuna non ha ucciso nessuno. Si è scoperto subito che il signor Traini ha dei problemi psichici ed è un simpatizzante di estrema destra nella Lega Nord di Salvini. Se uno fosse malizioso, vedrebbe in Traini i tratti dell’omicida solitario, pilotato da qualcuno dietro le quinte, ma sicuramente non è così. Tuttavia, pochi feriti hanno quasi oscurato Pamela e la sua tragica fine. La sinistra glamour ha potuto così tirare un sospiro di sollievo. La povera Pamela non era propriamente una ragazza innocente: aveva appena lasciato una comunità per tossicodipendenti, si drogava e vendeva il suo corpo occasionalmente. lo aveva fatto anche poco prima di morire, per potersi comprare una dose di droga proprio da coloro che poi l’avrebbero violentata, uccisa, fatta a pezzi, mangiata e sacrificata ai loro dei stronzi. Pamela non meritava di morire in quel modo. Come tutte le persone, meritava una fine diversa, magari per vecchiaia e con qualche nipotino. In ogni caso merita ora giustizia. E sua madre merita rispetto, nel suo dolore e nel suo desiderio di giustizia. Ma anche in questo caso, molti guerrieri e guerriere del web hanno opinioni diverse e non si contano gli insulti alla signora Mastropietro, in accordo a quella stortura dell’animo italico secondo la quale diventa molesta la vittima che si lamenta dell’ingiustizia subita, andando contro la comune vulgata, qui quella del “buon immigrato”.
 
Mi fermo qui perché la lista sarebbe davvero lunga e deprimente. L’Italia ha bisogno di una rinascita ma non vi è nulla di simile all’orizzonte. Piuttosto si vede solo un lungo e lugubre declino senza speranza.