MOMENTO ANTROPOLOGICO NELLA STORIA UMANA

01.09.2017
benvenuti alla Singolarità

Qual è lo sviluppo geopolitico più importante che sta avvenendo in questi giorni? (relativamente alla Russia).

«La Russia continua a muoversi verso l’obiettivo principale: l’affermazione e la difesa della sua sovranità nel contesto del mondo multipolare. Ciò si basa non solo sulla visione realistica delle Relazioni Internazionali (contro l’approccio liberale e l’internazionalismo / pacifismo dell’agenda del Governo Mondiale), ma anche sulla teoria dei grandi spazi che promuove l’integrazione regionale (anziché un’unificazione globale) basata sulla comunità della civiltà. Questo è il piano strategico principale di Putin che riesce a mettere in pratica con un crescente successo. Le relazioni personali con Trump, le vittorie in Siria, la notevole capacità dell’economia russa di sopportare le sanzioni senza spezzarsi, la forza dell’alleanza russo-sciita in Medio Oriente, il nuovo coordinamento strategico con la Turchia, il ruolo crescente della Shanghai Cooperation Organization, il successo nell’Unione eurasiatica, l’impegno costante sulla Crimea e il controllo sulle frontiere Russia-Donbass da parte delle Repubbliche pro-russe della Novorossia: tutti questi fatti testimoniano i risultati concreti della Russia di Putin. Il continuo “scandalo degli hacker russi” e le accuse di collegamento di Trump con i russi sono il simbolo di un nuovo ruolo della Russia come potenza globale che si riprende dalla disfatta dell’era di Gorbachov — Eltsin. Odiano Putin, temono Putin, ma da questo odio e da questa paura riconoscono che la Russia è tornata protagonista. E a poco a poco un crescente numero di persone in tutto il mondo comincia ad amare Putin proprio per le stesse ragioni per cui altri lo odiano e lo temono. La Russia di Putin è una chiara alternativa alla visione del mondo globalista liberale e al mondo unipolare sotto la dominazione diretta occidentale. Così la Russia sta diventando fonte di ispirazione per tutti i movimenti alternativi di destra (alt-right) così come di sinistra (alt-left). È il significato principale di dove siamo con la Russia adesso. Se si è globalista, lo si stigmatizza. Se non lo si è (e questa è oggi una posizione legittima, grazie a Putin, a Trump e alle sue critiche nei confronti della Palude), lo si approva. Ma tutti sono invitati oggi ad usare questo nuovo fattore multipolare per interessi personali, giocando a favore o contro di esso. Putin, resuscitando la Russia, ha creato le premesse per la multipolarità. E lo ha fatto non solo per la Russia: ogni popolo, Stato o civiltà può far propria la causa del multipolarismo per i propri obiettivi o lottare contro di essa dal lato dei globalisti.
Così un nuovo mondo sta nascendo sotto i nostri occhi. E la Russia ne è, se non la creatrice, quantomeno l’ostetrica.»

Dove, a suo parere, potranno esserci sviluppi nei prossimi mesi in questo quadro geopolitico? Quali saranno le principali sfide nei prossimi mesi?

«1. Le relazioni tra Putin e Trump. Ora si sono stabilizzate e sono relativamente buone, perché Trump sta vincendo la battaglia politica all’interno degli Stati Uniti e sta diventando più forte e indipendente nella sua politica. Ma c’è un’enorme opposizione a Trump all’interno dello Stato Profondo americano che cerca – e sicuramente cercherà ancora di più nei prossimi mesi – di minare la posizione di Trump. Quindi ci sono continue provocazioni e possono verificarsi operazioni di false flag.

2. Conflitto siriano. Si sta avvicinando alla sua conclusione con la fine degli aiuti incondizionati degli USA all’Isis e ad Al-Qaeda e del suo forte supporto anti-Assad. Assad con il supporto militare russo ha quasi vinto e se gli USA non saranno sul lato opposto, il conflitto può avviarsi ad una relativamente facile conclusione. Ci sono molte questioni problematiche che dovrebbero essere affrontate nei prossimi mesi in Siria: la soluzione per i territori meridionali arabi sunniti, le ostilità tra kurdi e turchi a nord, la logistica del ritorno dei rifugi e così via ma essenzialmente la guerra è finita e ci sono dei vincitori: Assad, Russia, Iran, Iraq e – relativamente – la Turchia. Ci sono anche degli sconfitti: l’Arabia Saudita e gli interventisti nell’establishment americano (prima di Trump), chiamati la Palude o la cricca di Obama-Hillary. Tuttavia ogni conclusione di un conflitto crea un nuovo equilibrio di poteri e nuovi attori non soddisfatti dello status quo. Quindi la fine di un problema è allo stesso tempo l’inizio di altri.
Poiché sono interessato prima di tutto alla geopolitica, mi fermo qui.»

Ulteriori riflessioni?

«Una considerazione più generale sul futuro. L’umanità si sta avvicinando al momento della singolarità, quando l’intelligenza artificiale equiparerà o supererà quella umana. Tecnicamente ci siamo quasi e i computer quantistici e il progresso nelle reti neurali è sorprendente. Quindi dobbiamo concentrarci ancora una volta sulla antropologia profonda, sulla questione di che cosa è umano. Cosa significa essere umano oggi? In particolar modo di fronte all’intelligenza artificiale. Questa è la sfida principale. L’intelligenza artificiale e il postumanesimo (anche conosciuto come transumanesimo) è il passo logico nel trionfo dell’ideologia liberale fondata sull’identificazione dell’essere umano con l’individuo. La formula principale del liberalismo è: umano = individuo. Questo è il fondamento ideologico della politica di genere. E il passaggio ai cyborg e al mondo dominato dall’intelligenza artificiale è la conseguenza logica di tale formula. Il processo di liberazione dell’individuo umano da tutte le tracce di identità collettiva ha raggiunto il suo ultimo punto. Ma essere umano significa condividere l’identità collettiva con altri umani. Questa, nella visione liberale individualistica, è considerata opzionale: come nel caso del genere, della nazione, della religione, della razza è così via. Così oggi i gay-pride, domani i robot-pride. L’avvicinarsi di questo momento ci obbliga a ripensare che cosa è umano nei prossimi mesi e anni. Se l’antropologia liberale individualistica è corretta, bene: benvenuti alla Singolarità, facciamo accelerare la sua venuta. Ma se non siamo contenti della ficton in stile Matrix che diventa realtà, allora non basta tirare il freno o rallentare l’alba. Dobbiamo riconoscere che la direzione principale era sbagliata e ritornare allo snodo principale dove tutto quel disordine liberale ha avuto inizio. Ciò è estremamente difficile da fare in quanto il liberalismo, il progressismo e l’individualismo sono diventati la seconda natura per i popoli occidentali nonché per quelli orientali educati in modo occidentale. Ma non c’è una soluzioni di mezzo. È troppo tardi.
Penso che Putin, Trump e la presenza di tendenze conservatrici in Europa siano i segni della crescente preoccupazione per la post-umanizzazione dell’umanità inscritta nella globalizzazione e nella liberalizzazione come necessario risultato.
Dunque, che cosa è umano? C’è un momento antropologico nella storia umana, nei mesi e anni a venire.»