Eurasia

La Russia di Putin e Washington

09.03.2018

Propongo la traduzione di due articoli recenti di Paul Craig Roberts, entrambi del primo marzo 2018. Il primo si riferisce al recente discorso di Vladimir Putin sullo Stato delle forze armate russe e la relativa dottrina militare ed il secondo alle più che scontate reazioni di una parte del mondo americano.

Multipolarita e policentricita

19.02.2018
Il termine "multipolarita'" e' di provenienza americana (inglese) anche se in altri paesi dalla seconda meta' del XX secolo siano stati elaborati concetti simili.

Geopolitica della lingua russa

09.02.2018

L’articolo espone il ruolo e la funzione della lingua russa nell’edificazione dello Stato, nella politica estera e nella geopolitica durante il periodo dell’Impero russo e dell’Unione Sovietica. Vengono pure considerati il rapporto della lingua con la cultura e con la religione, gli aspetti storici della lingua russa, la sua penetrazione in altre società e il suo rafforzamento legale nella politica imperiale.

Sulla necessità dell'impero

04.12.2017

Non ha lasciato indifferenti il testo del filosofo Aleksandr Dugin “Orizzonti dell'impero ideale”. In molti, non comprendendo il carattere metaforico dello scritto, lo hanno frainteso ed interpretato in modo errato. La Quarta Teoria Politica non è un progetto utopico. Essa è un sistema ideale concreto che mira ad una trasformazione reale della società attraverso il superamento della post-modernità. Essa è una weltanshauung votata alla sublimazione della teoria attraverso la prassi e, dunque, non si pone come mera astrazione filosofico-concettuale. In quanto idea, la Quarta Teoria Politica è un principio vivente suscettibile di accrescimento ed evoluzione. Il punto di partenza è l'identificazione dell'idea occidentale di progresso come degenerescenza e decadenza di cui l'esasperazione nichilistica è l'esito finale.

Heidegger, l'Eurasia e la geopolitica

05.10.2017

Da un punto di vista tradizionalista, ad un Occidente “terra del tramonto”, caratterizzato da quella che l'antichista, studioso di filologia e direttore della rivista di studi geopolitici Eurasia Claudio Mutti, ispirandosi a Renè Guènon, ha definito nei termini di “chiusura verso l'alto” che ha inevitabilmente portato ad una “apertura verso il basso” e dunque allo scatenamento del caos subumano, viene contrapposto un Oriente delle luci (secondo la definizione dello Shaikh al-Ishraq Sohrawardi) la cui via contemplativa del raccoglimento è il presupposto essenziale per il superamento della modernità e della post-modernità che hanno prodotto il progressivo indebolimento del lato spirituale dell'essere umano.