Dopo Brexit il Regno Unito potrebbe uscire dal Trattato Euratom

Venerdì, 30 Settembre, 2016 - 17:00

Il Regno Unito, secondo quanto riferito dal quotidiano britannico "The Guardian", ha firmato un contratto da 18 miliardi di sterline con la Francia e la Cina per la costruzione della centrale nucleare di Hinkley Point. L'accordo è stato formalizzato con una sobria cerimonia a Londra alla presenza di Greg Clark, segretario alle Imprese, in rappresentanza del governo; Jean-Bernard Lévy, presidente di Edf, l'utility francese capofila del progetto, e He Yu, presidente di China General Nuclear, il partner cinese. Clark ha parlato di un "momento cruciale" e sottolineato che l'esecutivo ha adottato misure per rafforzare la sicurezza e l'assetto proprietario. Soddisfazione è stata espressa dagli altri firmatari e dai sindacati, per i risvolti occupazionali; critica l'organizzazione ambientalista Greenpeace. Mentre il colossale e controverso progetto prende ufficialmente il via, si discute delle possibili conseguenze della Brexit nel settore. L'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea potrebbe comportare anche l'uscita dal Trattato Euratom, il Trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica. L'accordo, volto a promuovere standard di sicurezza, investimenti e ricerca, si applica a tutti gli Stati membri dell'Ue ed è governato da istituzioni comunitarie, benché sia un'entità legalmente separata. Brian Curtis, membro del Comitato economico e sociale europeo (Cese), ha rivelato che il Comitato ha recentemente chiesto un parere alla Commissione europea sull'eventualità che la Brexit porti automaticamente all'uscita dall'Euratom; la risposta di Bruxelles è stata affermativa sulla base di alcune disposizioni del Trattato sull'Unione Europea (Tue) cui fa riferimento l'articolo 106 del Trattato Euratom. L'invocazione dell'articolo 50 del Trattato di Lisbona per lasciare l'Unione si applicherebbe, quindi, anche all'Euratom. Per il Cese le implicazioni strategiche sarebbero rilevanti, anche se è prematuro parlarne. Neanche la Commissione ha rilasciato commenti sullo scambio di pareri nell'ambito della revisione della bozza del Programma indicativo nucleare (Pinc), presentata ad aprile, che il Cese ha approvato la settimana scorsa.