Multipolarità

Mali: il destino della Grande Africa

26.09.2021

Il 22 settembre è il giorno dell’indipendenza dello stato africano del Mali. Nell’antichità, dal XIII secolo, un vero e proprio impero africano si formò sul territorio di questo stato, il cui nome deriva dal popolo Malinke, che fa parte del gruppo Mande delle tribù dell’Africa occidentale. In precedenza, questa zona era dominata dal potere del popolo del Ghana, ma dopo il suo declino l’iniziativa è passata al Mali. Il fondatore dell’impero del Mali è considerato il leggendario sovrano di Sundyatta Keita, sul quale fu composta l’intera epopea Sundiata.

La Francia si prepara ad uscire dalla NATO?

22.09.2021

Nel caso di essere rieletto Presidente nelle elezioni presidenziali della primavera 2022, Macron cercherà di catalizzare lo sciovinismo dei francesi ripristinando l’atavismo della Grandeur, una dottrina che combinerebbe il culto dell’indipendenza economica, politica e militare della Francia con il consolidamento della missione della nazione e della cultura francese nel mondo. Così, Macron assumerà il potere decisionale nella Difesa e negli Affari Esteri che diventeranno “il dominio riservato del Presidente” e adotterà un approccio “attivista” negli affari internazionali, coinvolgendosi personalmente e avendo “l’impegno per l’intervento umanitario e l’aumento del peso specifico della Francia nella geopolitica mondiale come colonne portanti della sua politica estera”, con cui la politica interna sarà ridotta a un mero strumento di politica estera che serve da catalizzatore per i valori di La Grandeur. Le strutture militari della NATO e la rivitalizzazione della Francofonia come entità politica ed economica sulla scena mondiale all’orizzonte del 2025.

Lo scontro delle civiltà: il futuro della Storia

15.09.2021

La “Storia” ha un futuro? Oppure siamo entrati definitivamente nell’epoca del “senza tempo” che è il tempo lungo dell’ultimo uomo” nicciano come sostiene Fukuyama? Io penso che l’analisi delle vicende geopolitiche mondiali dal 1990 ad oggi ci confermi, Italia esclusa (la nostra nazione conferma al contrario la previsione nichilista di Fukuyama), che la “Storia” con la esse maiuscola si sia rimessa in moto in tutto il mondo reale ma questo dinamismo alla Huntington non sia adeguatamente percepito dalle masse per via dell’altro mondo parallelo oggi dominante: quello della “religione mediatica” per la quale non esiste il corpo né il tempo ma solo la ritualità di massa della fiction.

Francis Fukuyama e la fine dell’egemonia americana

14.09.2021

È ironico, ma anche in qualche modo appropriato, che l’analista e autore Francis Fukuyama, che negli anni ’90 si esaltava per la “fine della Storia” e il trionfo della democrazia liberale occidentale guidata dagli americani, ora scriva – nella rivista dei circoli finanziari The Economist, nientemeno! – sulla fine dell’egemonia statunitense.

Fukuyama lo ammette: il mondo unipolare è collassato

14.09.2021

Fukuyama nei primi anni ’90 aveva chiaramente fretta di dichiarare la vittoria mondiale del liberalismo e la fine della storia. Più tardi ha corretto la sua posizione. In alcune conversazioni personali con lui, mi sono convinto che egli comprende molti processi mondiali in modo molto realistico e che è capace di ammettere errori nelle sue previsioni – una caratteristica rara tra i politologi narcisisti che commettono errori ogni giorno e questo non fa che renderli ancora più arroganti.

Sovranità ideologica in un mondo multipolare

03.08.2021

Oggi, a causa dell’inerzia del mondo unipolare (che a sua volta eredita l’ideologia di uno dei poli dell’Occidente capitalistico bipolare), il liberalismo mondiale, in una forma o nell’altra, mantiene la funzione di sistema operativo di pensiero. Finora, nessuno dei poli emergenti a pieno titolo – cioè né la Cina né la Russia – ha sfidato il liberalismo nel suo insieme; sì, la Cina rifiuta la democrazia parlamentare, le interpretazioni occidentali dei diritti umani, la politica di genere e l’individualismo culturale; la Russia, invece, insiste con forza, innanzitutto sulla sovranità geopolitica, anteponendo il diritto nazionale al diritto internazionale, e comincia sempre più ad inclinarsi verso il conservatorismo (ancora vago e non articolato); allo stesso tempo, sia la Russia che la Cina (soprattutto quando agiscono insieme) sono in grado di assicurare concretamente la loro sovranità a livello strategico e geopolitico. La questione è minuziosa: passare finalmente alla multipolarità ideologica a tutti gli effetti ed opporsi all’idea liberale, che sia l’idea russa e l’idea cinese.

La Russia sta tornando in Medio Oriente a favore di un sistema multipolare

25.07.2021

Durante gli ultimi vent’anni di governo del presidente Vladimir Putin in Russia, il Paese ha in parte ripreso vigore. In netto contrasto con il primo mandato contemporaneo di Eltsin, la Russia non ha seguito incondizionatamente alcun sistema in Occidente e ha guidato le sue politiche sovrane. Ma questa volta, la Russia sta riacquistando la sua forza solo come superpotenza geopolitica, come una potenza terrestre, da cui deriva il concetto di Eurasia, e l’Eurasia in generale.