Political philosophy

Panafricanismo in movimento

21.09.2021

Oggi, il colonialista moderno ha capito che per mantenere la sua supremazia deve portare le ONG “talassocratiche” apolidi in Africa che seguono un’agenda ultra-globalista al fine di introdurle nelle società tradizionaliste africane ultramillennarie (impregnate nella Tradizione primordiale), per cooptare la radicata società civile autoctona e convincerla che la modernità occidentale (che non è altro che l’illustrazione di un concetto metafisico induista sviluppato da Réné Guénon, concetto conosciuto sotto il nome di ”kali yuga”, vale a dire l’età oscura del disordine, del materialismo, dell’individualismo, dell’anti-Messia) sia la loro salvezza, e che tutto ciò che sia affiliato ai loro valori tradizionali sia nichilista (nichilista per chi?) dev’essere sconfitto o demonizzato. In breve, che l’El Dorado sia l’Occidente.

L'afrocrazia : per un nuovo paradigma di rinascimento africano

05.08.2021

All'epoca il mondo era diviso in due blocchi bipolari : ad Est vi era il blocco comunista sovietico e ad Ovest il blocco capitalista occidentale. In quel contesto di guerra fredda, le neo-Nazioni africane furono costrette a scegliere una posizione ben precisa affinché potessero essere riconosciute e sostenute di fronte al nuovo male che stava emergendo, ossia il neocolonialismo occidentale. Non si può negare che l'Unione Sovietica sotto la guida di Nikita Krusciov apportò un grande sostegno ai movimenti di liberazione anti-colonialisti in Africa, ma ciò fu effettuato in un'ottica prettamente ideologica, poiché era necessario diffondere ovunque sul continente africano gli ingredienti del marxismo-leninismo. Personalità rispettabili panafricaniste come Ahmed Sékou Touré (primo presidente della Guinea), Kwame Nkrumah su alcuni aspetti (primo presidente del Ghana)  o Mathie Kérékou (primo presidente del Benin ) optarono per questa via. Tuttavia, non tutti i dirigenti africani accettarono il marxismo-leninismo, poiché ritennero che fu un pensiero troppo limitato per le necessità degli africani, nonostante promuovesse buone idee, che sono tuttavia l'essenza dell'umanismo panafricano, come la solidarietà, l'anti-capitalismo, la sovranità popolare e l'anti-imperialismo. Il rifiuto dell'eterna lotta di classe e l'accettazione della religione come parte integrante delle società tradizionali africane, costituivano il punto di distacco principale tra il socialismo africano e il marxismo di stampo sovietico. Fu questa dinamica epistemica che spinse alcuni dirigenti africani a costituire un ''socialismo con caratteristiche africane'' : tra questi possiamo citare Julius Nyerere (primo presidente del Tanzania) che teorizzò nel libro ''Ujamaa : Essays on socialism'' , un socialismo senza marxismo e senza capitalismo. La sua concezione di Ujamaa doveva basarsi sul comunalismo, perché considerava che le società africane erano comunitarie e comunaliste, non comuniste, si praticava l'uguaglianza, il solidarismo, la condivisione e la fratellanza con tutti.

Michail Bakunin: il segreto dell'anarchismo russo

14.07.2021

Mikhail Bakunin nacque il 30 maggio 1814 e divenne un autore ripudiato da tutti in Russia. I conservatori lo disprezzavano perché attaccava la monarchia; i bolscevichi la rifiutarono perché odiava Marx ed era panslavista e nazionalista russo; I cristiani ortodossi erano inorriditi dalla sua empietà; gli atei lo consideravano un mistico che predicava la strana idea di un uomo interiore.

Logos 3D

11.07.2021

La struttura moderna del sapere, i cui principi sono stati stabiliti all’inizio della modernità, si concentra su un rifiuto coerente della gerarchia. Lo si vede più chiaramente nel nominalismo, che ribalta la tassonomia ontologica che risale ad Aristotele (individuo, specie, genere – individuum, specie, genus), a favore di una livellata equalizzazione tra di loro di tutte le cose prese sotto il modus hicceitas, la quiddità secondo Duns Scoto. Da qui si è già ad un tiro di schioppo dal positivismo logico di Bertrand Russell e del primo Wittgenstein. La negazione nominalista dell’ontologia della specie, l’eidos (per non parlare delle idee platoniche scartate ancora prima) porta un messaggio epistemologico molto importante: d’ora in poi, la conoscenza scientifica si baserà su un’immagine piatta, piuttosto che tridimensionale, dell’esistenza. Da logoi tridimensionali, stiamo passando a logoi bidimensionali.

È l’ora di combattere le élites globali dappertutto

06.07.2021

Il 29 giugno, la comunità mondiale celebra la Giornata dei partigiani e degli insorgenti, la giornata dei “nascosti”. Mi piace l’idea. Nessuno può avere la garanzia di trovarsi nella posizione di una minoranza perseguitata, costretta a vivere nella clandestinità e a condurre uno stile di vita partigiano. I proverbi russi dicono: non si è mai troppo sicuri di evitare la povertà accidentale o la prigionia. Non dipende solo dalla nostra volontà. C’è dell’altro. Il destino.

Quali radici?

02.07.2021

Non sono mai stato un seguace del pensiero eurasiatista, ma nell’inarrestabile avanzata della desertificazione neuronale coltivata ad hoc dal pensiero unico liberalcapitalista, ben pochi sembrano essere i segnali della presenza di intelletti in grado di ragionare secondo una impostazione non liberal e non anglosassone ed il Professor Dugin è uno di questi. Ed è quindi doveroso portare un’altra pietra verso la costruzione di un pensiero radicale che sia utile a differenti comunità di destino.

Circa l’essenza deicida della scienza moderna

23.06.2021

Di solito questo momento è considerato un dramma di una visione del mondo scientifica progressista nella lotta contro l’arretratezza medievale. In effetti, fu uno degli episodi della storia dell’Europa occidentale dell’atto di deicidio protrattosi per diversi secoli. Quando nel diciannovesimo secolo Nietzsche proclama “Dio è morto, tu l’hai ucciso, tu e me!”, sta solo affermando un fatto compiuto. Inoltre, si prenderà coraggiosamente la colpa su se stesso, cercando in qualche modo di vivere, pensare, creare con questa insopportabile conoscenza dell’abisso aperto dal nichilismo occidentale. Se non c’è Dio, allora non c’è niente. Se la terra è rotonda, materiale e gira intorno allo stesso sole materiale nell’infinito – e ancora – puramente materiale! – spazio, allora non c’è Dio.