Political philosophy

Geopolitica della lingua russa

09.02.2018

L’articolo espone il ruolo e la funzione della lingua russa nell’edificazione dello Stato, nella politica estera e nella geopolitica durante il periodo dell’Impero russo e dell’Unione Sovietica. Vengono pure considerati il rapporto della lingua con la cultura e con la religione, gli aspetti storici della lingua russa, la sua penetrazione in altre società e il suo rafforzamento legale nella politica imperiale.

Sulla necessità dell'impero

04.12.2017

Non ha lasciato indifferenti il testo del filosofo Aleksandr Dugin “Orizzonti dell'impero ideale”. In molti, non comprendendo il carattere metaforico dello scritto, lo hanno frainteso ed interpretato in modo errato. La Quarta Teoria Politica non è un progetto utopico. Essa è un sistema ideale concreto che mira ad una trasformazione reale della società attraverso il superamento della post-modernità. Essa è una weltanshauung votata alla sublimazione della teoria attraverso la prassi e, dunque, non si pone come mera astrazione filosofico-concettuale. In quanto idea, la Quarta Teoria Politica è un principio vivente suscettibile di accrescimento ed evoluzione. Il punto di partenza è l'identificazione dell'idea occidentale di progresso come degenerescenza e decadenza di cui l'esasperazione nichilistica è l'esito finale.

LA RISATA EURASIATICA

28.10.2017

Lotterò per le mie idee e per la rinascita di una profonda identità russa fino alla fine. E vedremo chi riderà per ultimo. Credo fortemente nella risata finale eurasiatica sulle macerie fumanti del mondo attuale, che dovrà perire.

LA QUARTA TEORIA POLITICA (introduzione)

28.10.2017

Il ventesimo secolo è finito, ma solo ora stiamo iniziando a rendercene conto. Il ventesimo secolo è stato il secolo delle ideologie. Se nei secoli precedenti nella vita dei popoli e delle società hanno avuto un ruolo enorme le religioni, le dinastie, le aristocrazie e gli stati nazionali, nel ventesimo secolo la politica si è trasferita su un piano puramente ideologico, ridisegnando la mappa del mondo, i gruppi etnici e le civiltà in una forma nuova. In parte, le ideologie politiche hanno incorporato in se stesse tendenze civilizzatrici precedenti e più profonde; in parte sono state completamente innovative.

La pelle di zigrino dell'Europa

23.10.2017

I cataclismi che colpiscono i paesi della UE possono essere descritti da varie posizioni: economica, politica, ideologica, delle relazioni internazionali, dei processi storici.

ORIZZONTE DELL’IMPERO IDEALE

16.10.2017

Lo Stato dovrebbe essere governato da un re filosofo, che è assolutamente trasparente, privo di proprietà individuali. Il suo elemento individuale dovrebbe essere così minuscolo che sarebbe auspicabile nascondere tutto ciò che lo ricorda, compreso il suo corpo, la sua immagine, ecc. Sarebbe meglio se nessuno vedesse il re filosofo come qualcosa di esterno. Tutti dovrebbero riconoscerlo come un governante interiore, come un "ospite interno".

Heidegger, l'Eurasia e la geopolitica

05.10.2017

Da un punto di vista tradizionalista, ad un Occidente “terra del tramonto”, caratterizzato da quella che l'antichista, studioso di filologia e direttore della rivista di studi geopolitici Eurasia Claudio Mutti, ispirandosi a Renè Guènon, ha definito nei termini di “chiusura verso l'alto” che ha inevitabilmente portato ad una “apertura verso il basso” e dunque allo scatenamento del caos subumano, viene contrapposto un Oriente delle luci (secondo la definizione dello Shaikh al-Ishraq Sohrawardi) la cui via contemplativa del raccoglimento è il presupposto essenziale per il superamento della modernità e della post-modernità che hanno prodotto il progressivo indebolimento del lato spirituale dell'essere umano.

CARL SCHMITT: DIRITTO E CONCRETEZZA

01.10.2017

Potrebbe venire spontaneo porsi la seguente domanda: ma fino a che punto è corretto affermare che la produzione internazionalistica di Schmitt abbia una qualche rilevanza per la scienza geopolitica? In verità, porsi tale domanda in questo modo è decisamente sbagliato. Infatti, qui ci azzardiamo a sostenere che oggi, se la geopolitica (intesa come scienza) è ancora capace di avere un senso proprio, essa non può che trovarlo all’interno della riflessione schmittiana.